In un'intervista al New York Times a Giorgia Meloni, in un passaggio riguardo alla scelta di farsi chiamare "il presidente" del Consiglio, ha affermato che a suo parere le femministe hanno combattuto "le battaglie sbagliate" sui temi delle quote di genere.

"Ciò che mi interessa - ha aggiunto - è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei Ministri", afferma, "Questa è parità, non essere chiamata 'la presidente'".

Sul suo noto slogan: "Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Non possono portarmelo via! Non me lo porteranno via!", il New York Times chiede a Meloni come mai quel suo appello accorato abbia avuto risonanza così forte. "Perché ha toccato una corda sensibile che milioni di persone hanno percepito", ha risposto. "La sensazione di essere minacciati nella propria identità più autentica e fondamentale. Ha dato un nome semplice a una ribellione emotiva". Parte di questa "identità fondamentale" è l'essere donna, ha affermato.