C’è sempre qualcosa di dissonante quando Giorgia Meloni parla di donne. A dispetto del suo celebre saper parlare al popolo: quel misto di buon senso, proverbi della nonna, parole semplici e grande sicurezza nel dirle. Mai un dubbio, che la gente vuole essere tranquilla: vuol credere che sai dove stai andando, dunque dove la porti. Funziona, dicono i sondaggi. Quando parla di donne, però, c’è sempre qualcosa che funziona meno. L’altro giorno per esempio, alle celebrazioni per l’ottantesimo del diritto di voto alle donne, ha detto che lei non crede che “le donne per affermarsi debbano imitare gli uomini, seguire i loro stessi schemi”, anzi “l’esatto contrario”. Dunque non capisco perché voglia essere chiamata al maschile quando lei non è un uomo, anzi, come direbbe lei: l’esatto contrario. Poi dice che non servono “quote o meccanismi di favore” perché la vera libertà ed eguaglianza consistono nel “guadagnarsi sul campo la propria posizione”: una questione di meriti. Naturalmente. Niente favoritismi, avanti coi talenti e ci vediamo al traguardo.

Meloni all’evento sul voto alle donne boccia le quote rosa

di Francesco Bei

03 Marzo 2026

Il problema però è che bisognerebbe garantire le medesime condizioni di partenza e, una volta in viaggio, le stesse condizioni di marcia. È così? Assolutamente no, da secoli e tuttora. Deve averne sospetto, perché aggiunge: “Compito dello Stato è garantire che la partita non sia truccata, dare a tutti la possibilità di competere nelle stesse condizioni”. Ora. A parte che la visione della vita come gara a eliminazione dell’avversario, vinco io perdi tu, mi trova in radicale disaccordo. Non è una gara, la vita. Non è una partita che si gioca da soli, mai. Ma se anche lei la concepisse, poniamo, come una partita di calcio: bisogna che ti abbiano portata a fare sport fin da piccola — quello sport: il calcio — che ti abbiano insegnato che non esistono cose da maschi e cose da femmine e che, se decidi di farlo per mestiere, ti paghino allo stesso modo. Anche restando a questo esempio così popolare, comprensibile: non va così il mondo.