Giorgia Meloni si appresta a diventare il primo ministro più longevo della Repubblica Italiana, rappresentando un'ascesa dalla destra post-fascista a un ruolo centrale nella politica europea. In un’intervista rilasciata a Roger Cohen per il The New York Times, la premier Giorgia Meloni rivendica il suo percorso politico come una «rivoluzione dell'orgoglio nazionale», sottolineando la stabilità del suo governo e la ferma indipendenza nelle relazioni internazionali, incluse le frizioni con l'amministrazione Trump. Il ritratto del quotidiano statunitense delinea una leadership caratterizzata da determinazione e dal superamento di una storica marginalizzazione politica. «È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con Donald Trump, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura “woke”», ma «le cose sono andate diversamente» ha affermato la premier in merito ai rapporti con il presidente degli Stati Uniti. Giorgia Meloni ha ammesso che con il presidente americano non si parlano da diverse settimane e alla domanda se lei e Trump avranno modo di parlarsi dopo la pausa estiva, ha detto: «Beh, vedremo». Ma, ha aggiunto, «continuo a ritenere che l'unità dell'Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali». Meloni: “Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore agli altri” Dall’intervista è emerso come la premier miri a trasformare l'Italia da ottava economia mondiale, superando la percezione di inferiorità tramite una «rivoluzione dell'orgoglio» e rifiutando la sottomissione internazionale. Il suo approccio anticonformista, consolidato fin dall'attivismo giovanile, è orientato a sfidare i limiti imposti e a ridefinire il ruolo del Paese nel contesto geopolitico. «Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore agli altri» ha affermato Giorgia Meloni al New York Times. Il suo obiettivo è realizzare «la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio», ha detto. «Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti», ha speigato ancora nell'intervista. «Un 'no' è una delle cose che più mi mobilita». Meloni: "Sono una persona che si impone delle regole” «Sono una persona che si impone delle regole. La prima regola è che non dico mai qualcosa che non penso. Non c'è modo di farmi dire qualcosa in cui non credo: il mio cervello va in cortocircuito» ha dichiarato. «Credo che la gente veda la differenza. Capiscono quando qualcosa non è vero, è falso, e credo che questo sia il più grande errore che un politico possa commettere» ha aggiunto. Meloni e le polemiche dalla sinistra italiana Sempre nel corso dell’intervista la premier rivendica una gestione economica superiore a quella della sinistra, citando il miglioramento di parametri chiave come occupazione, inflazione e spread, mentre l'opposizione guidata da Elly Schlein contesta i risultati evidenziando una crescita modesta dello 0,5%, il calo dei salari reali e la crisi della sanità pubblica. Il confronto politico si concentra su questi indicatori, con il verdetto finale affidato agli elettori nelle prossime elezioni. Il dibattito evidenzia visioni opposte sull'efficacia delle politiche economiche attuali rispetto alle critiche sul calo dei salari reali e sulle sfide del servizio sanitario nazionale. Meloni e lo slogan “Io sono Giorgia, sono una donna, una madre….” Il giornalista fa un salto nel passato, ricordando la frase storica della Meloni: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Non possono togliermelo! Non me lo toglieranno!”. Alla domanda perché quel suo appassionato appello abbia avuto una tale risonanza, lei ha risposto: «Perché ha toccato una corda sensibile per milioni di persone». «La sensazione di vedere minacciata la propria identità più autentica e fondamentale. Ha offerto uno slogan semplice a una ribellione emotiva». Meloni e l’uguaglianza In merito alle critiche per aver scelto di farsi chiamare “il presidente del Consiglio” ha ribadito: «Ciò che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei Ministri. Questa è uguaglianza, non essere chiamata “la presidente”».
Meloni al New York Times: “Sentirò Trump a breve? Vedremo. Pensavo sarebbe stato più facile con lui”
La premier ha ammesso che con il presidente americano non si parlano da diverse settimane: «Continuo a ritenere che l’unità dell’Occidente sia fondamentale. No…










