Mancano due settimane esatte al giorno in cui il governo di Giorgia Meloni diventerà il più longevo nella storia della Repubblica italiana. Lo sottolinea il New York Times, cui la presidente del Consiglio ha concesso un'intervista che traccia un bilancio del percorso fin qui fatto a Palazzo Chigi. Il ruolo dell'Italia sulla scena internazionale, il rapporto con Donald Trump, economia e il "spinoso" tema del femminismo. Un ritratto - anche curioso - del lato umano. Tra le righe del Nyt, dietro il "non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, di un'Italia che si considera inferiore agli altri" c'è come obiettivo quello di raggiungere "la più grande rivoluzione che possa avvenire in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio". Una posizione che, tra le pagine del Nyt, lega la storia politica di Meloni agli inizi a 15 anni nella destra post-fascista: "Penso che ciò che mi ha portato fin qui sia stato il coraggio di stare dalla parte scomoda della storia". E ancora: "Non mi piace che siano gli altri a dirmi quali sono i miei limiti". "Un 'no' è una delle cose che mi mobilita di più". Alla nota del cronista sulla sua espressività, replica con una battuta: "Avrei dovuto fare teatro. Immagina quanto mi sarei divertita di più! Non so come sono finita qui, ma è successo".Oltre il ritratto personale, il passaggio su Donald Trump. Meloni ammette che il rapporto con il presidente americano non sia andato come immaginava: "È evidente che con Donald Trump pensavo che le cose sarebbero state più facili, vista la nostra convergenza sull'immigrazione e sulla cultura woke". Poi aggiunge: "Le cose sono andate diversamente". Il caso esemplare - non l'unico - resta quello di giugno, quando Meloni replicò a Trump, il quale aveva raccontato che la premier lo avesse "supplicato" per una fotografia insieme durante il G7 in Francia: "L'Italia e io non supplichiamo mai", ribadisce. Al New York Times rivela che i due non si parlano da diverse settimane. Alla domanda se torneranno a farlo dopo la pausa estiva esita e risponde: "Beh, vedremo". Ma rivendica una presunta continuità della linea italiana: "Continuo a credere che l'unità dell'Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base dei miei rapporti personali".Spazio anche a una domanda sul femminismo. Meloni sostiene che le femministe abbiano combattuto "le battaglie sbagliate", per esempio sulle quote di genere. E difende la scelta di utilizzare per sé il maschile: "Quello che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei ministri". "Questa è uguaglianza, non essere chiamata 'la presidenta'". Alla domanda sul successo del suo "Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana", risponde: "Perché ha toccato una corda che milioni di persone sentivano". "Sentirsi minacciati nella propria identità più autentica, basilare. Ha dato uno slogan semplice a una ribellione emotiva". Alla domanda se sia femminista, invece, non risponde.Infine, l'economia. Le argomentazioni delle opposizioni e una replica citando in fila - spiega il Nyt - una serie di indicatori, dall'occupazione all'inflazione, passando per sbarchi irregolari, spesa sanitaria e spread: "Ditemi se non sono migliori!". E con sarcasmo:"Ma è possibile che io non abbia fatto niente!".
Meloni al New York Times: "Con Trump pensavo fosse più facile, le cose sono andate diversamente"
A 14 giorni dal primato di longevità del suo governo, la premier rivendica "una rivoluzione dell'orgoglio" per l'Italia. E sul rapporto con il presidente Usa ri










