Il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo, ha effetti subletali sulle api domestiche (Apis mellifera): ne compromette l’attività di foraggiamento e quindi mette a rischio la produzione di miele e la sopravvivenza dell’alveare. La scoperta arriva da un team di ricercatori della Virginia Tech, che, sulle pagine della rivista Journal of Experimental Biology, ne ha svelato anche i meccanismi biologici sottostanti.
Gli effetti invisibili del glifosato
Il glifosato è un erbicida molto utilizzato in agricoltura. Elimina le erbacce perché blocca un enzima (il 5-enolpiruvil-shichimato-3-fosfato sintasi) che è coinvolto nella fotosintesi, il processo che consente alle piante di ricavare energia sotto forma di glucosio trasformando acqua e anidride carbonica grazie alla luce solare. Alle dosi di utilizzo raccomandate, è considerato sicuro per gli impollinatori, in particolare per le api domestiche, perché questi insetti non possiedono il target molecolare del veleno. Tuttavia, delle reali ripercussioni sugli animali si discute da tempo, e adesso potremmo avere le idee un po’ più chiare: lo studio, coordinato da Margaret Couvillon della Virginia Tech, ha infatti messo in luce alcuni effetti subletali del glifosato, che non uccidono direttamente gli insetti ma incidono sul loro comportamento o sulla loro fisiologia.








