Di: Radiogiornale - Paola Latorre/ATS/YR L’Ufficio federale dei trasporti (UFT) dovrà riesaminare le misure di sicurezza adottate in seguito all’incidente avvenuto nella galleria di base del San Gottardo nell’agosto del 2023. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha accolto diversi ricorsi presentati da aziende europee attive nel traffico merci ferroviario e ha quindi revocato le misure introdotte dalla Confederazione perché si è discostata troppo dagli standard europei armonizzati.Le sentenze, pubblicate venerdì, riguardano le disposizioni emanate dall’UFT nell’autunno del 2025 come risposta al deragliamento di un treno merci avvenuto il 10 agosto 2023 nel tunnel di base del San Gottardo. L’incidente, causato dalla rottura di una ruota, aveva provocato danni per circa 150 milioni di franchi e la chiusura di una delle due canne del tunnel per oltre un anno.https://rsi.cue.rsi.ch/info/dialogo/Perch%C3%A9-nessuno-ha-fermato-il-treno-deragliato--3737799.htmlLe nuove misure di sicurezzaTra le misure contestate figuravano l’obbligo di un diametro minimo di 864 millimetri per determinati tipi di ruote e l’introduzione di controlli tecnici periodici dei carri merci al raggiungimento di specifiche percorrenze chilometriche.Secondo l’UFT, si trattava di provvedimenti necessari per ridurre il rischio di incidenti analoghi a quello del 2023.Le società ricorrenti, tra cui proprietari di carri merci e imprese specializzate nella manutenzione ferroviaria, hanno invece giudicato le misure sproporzionate e onerose dal punto di vista economico. A loro avviso, le prescrizioni non erano sufficientemente motivate sul piano tecnico e avrebbero impegnato risorse importanti nelle officine senza dimostrare un effettivo miglioramento della sicurezza.Procedura per eccezioni non rispettataIl Tribunale amministrativo federale ha accolto i ricorsi soprattutto per motivi formali. Secondo i giudici, le misure adottate dall’UFT erano in contrasto con le specifiche tecniche europee sull’interoperabilità ferroviaria, vincolanti anche per la Svizzera.Deroghe nazionali a queste regole sono possibili, ad esempio come misura preventiva urgente dopo un incidente. La Svizzera deve però notificare tale procedura all’Unione europea secondo quanto stabilito da un trattato internazionale e dalla legge. L’Ufficio federale dei trasporti ha omesso di farlo, rendendo l’ordinanza contraria al diritto.Dossier rinviato all’UFTIl TAF ha pertanto rinviato la questione all’Ufficio federale dei trasporti. L’autorità dovrà ora valutare se e in quale forma sia possibile introdurre requisiti nazionali per i carri merci nel rispetto degli obblighi internazionali e delle norme europee applicabili al traffico ferroviario.Sentenza superata dall’attualità?In realtà le sentenze pubblicate oggi potrebbero essere superate dall’attualità: solo una settimana fa le autorità europee e le imprese del settore hanno comunicato l’intensificazione dei controlli sui treni merci seguendo gli standard voluti dalla Svizzera.https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Sicurezza-dei-vagoni-merci-l%E2%80%99UE-cede-alla-pressione-svizzera--3988728.htmlIn quell’occasione la direttrice dell’UFT, Christa Hostettler, aveva precisato che Berna si sarebbe allineata alle decisioni dell’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie (ERA) e aveva raccomandato all’industria di attuarle subito senza attendere la scadenza del 2028.Radiogiornale 12.30 del 21.08.2026