La notizia dell’estate 2026 non è soltanto che l’Italia continua ad attirare turisti. È che sta cambiando la vacanza sulla quale abbiamo costruito per decenni una parte importante della nostra industria turistica.
I numeri restano robusti: secondo il Centro studi Federturismo Confindustria, nei mesi clou le presenze straniere crescono dell’8,3 per cento rispetto al 2025, le ricerche di voli verso l’Italia del 26 per cento e l’offerta di posti sui collegamenti diretti del 14 per cento. Ma il dato forse più interessante arriva dopo agosto: le prenotazioni aeree per settembre segnano +8 per cento.
«La domanda internazionale conferma la forza dell’Italia, ma la vera trasformazione è nella redistribuzione dei flussi tra periodi, territori e prodotti», osserva Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria. «La sfida è trasformare questa domanda in maggiore valore per le imprese e i territori e soprattutto in una stagione più lunga».
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CATERINA D'AMBROSIO






