T2 è il sistema attraverso cui le banche dell’Eurozona regolano i pagamenti tra loro in tempo reale. Non ha sostituti: se si ferma, si fermano tutte le operazioni. Una situazione che diventa preoccupante di fronte alla possibilità di attacchi informatici.
Il sistema che non ha sostituti
Il 7 luglio la Banca centrale europea ha dato quattro mesi di tempo a tutte le grandi banche dell’Eurozona per presentare piani di difesa contro attacchi informatici potenziati dall’intelligenza artificiale. Lo stesso giorno il Comitato europeo per il rischio sistemico ha alzato il livello di allarme da “elevato” a “grave”. Al centro di entrambi gli avvertimenti c’è un’infrastruttura cruciale, ma che la maggior parte dei cittadini europei non conosce: T2.
T2 è il sistema attraverso cui le banche dell’Eurozona regolano i pagamenti tra loro in tempo reale. Ogni giorno passano attraverso il sistema circa 3mila miliardi di euro: stipendi, pensioni, trasferimenti governativi, operazioni tra banche. Nel 2025 ha processato 112 milioni di transazioni per un totale di circa 493mila miliardi di euro. È gestito dalla Bce con quattro banche centrali nazionali, tra cui la Banca d’Italia.
Il punto cruciale è che T2 non ha alternative. Se una banca commerciale si ferma, le altre continuano a funzionare. Se T2 si ferma, si ferma tutto: nessun pagamento interbancario in euro può essere regolato finché il sistema non riparte. Non esiste un secondo sistema equivalente. È l’unica infrastruttura di regolamento sovrana che l’eurozona possiede.






