Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
A cura di Salvatore Esposito De Falco e Nicola Cucari della Ermes, startup universitaria della Sapienza Università di Roma
Se si prova a chiedere a un collega quanto guadagna, di solito si ottiene un sorriso imbarazzato, un cambio di argomento, magari una battuta per sciogliere la tensione. I compensi sono rimasti a lungo uno degli ultimi tabù del posto di lavoro, un numero che ciascuno conosce per sé e quasi nessuno condivide con gli altri. Non se ne parlava per pudore, per prudenza, a volte per il timore di scoprire qualcosa che avrebbe fatto male.
Eppure, quel silenzio non è mai stato davvero innocuo. Serviva a generare differenze che nessuno era chiamato a spiegare, trasformando così la retribuzione in un dato riservato, difeso più dall’abitudine che da una ragione solida. Oggi, per la prima volta, quel non detto comincia a incrinarsi.
Le nuove regole sulla trasparenza retributiva






