di
Giorgio Teruzzi
L'azzurro della Mercedes è pronto a ripartire dopo la lunga sosta. I rivali sono lontani in classifica, lui è sempre padrone della situazione. Sul rinnovo di Max Verstappen: «L'avrei voluto in squadra con me»
Dopo aver entusiasmato grandi e piccini; dopo la sua prima vacanza da star, tra mare e kart — «Ho resistito solo 2 giorni, poi ho voluto girare anche in Sardegna» — Kimi Antonelli si appresta ad infilarsi nella volata decisiva. Compleanno numero 20 da compiere il 25 agosto, due giorni dopo il Gp d’Olanda, prima tappa di un girone di ritorno carico di promesse e qualche scoglio. Partirà dal fondo dello schieramento a Monza, causa cambio motore: «È il Gp di casa ma è anche una pista dove è più facile recuperare, cercherò di fare comunque una bella gara». Sì, ma l’obiettivo è ormai conclamato: diventare il più giovane campione del mondo della storia, distanziando di tre anni Sebastian Vettel, recordman dal 2010, quando ottenne il titolo ad Abu Dhabi. Età: 23 anni e 134 giorni.
Kimi ha la stoffa, la testa, i modi per dare un’impronta a un’epoca, questa. Di proprietà Verstappen sino a ieri: 4 Mondiali ottenuti tra il 2021 e il 2024, il campione che ha accelerato il percorso verso l’apice del motorismo. Un fenomeno, vincitore del primo Gp a 18 anni e 228 giorni, in Spagna, 2016, all’esordio su Red Bull, team per il quale continuerà a correre sino al 2030, come annunciato ieri: «Me lo aspettavo — ha commentato Kimi — Mi sarebbe piaciuto averlo come compagno di squadra». Molti record di Verstappen sono difficilmente battibili. A punti quando non aveva nemmeno 17 anni e mezzo (Malesia 2015), dopo aver fatto registrare il debutto più precoce (Australia 2015) a 17 anni, 5 mesi e 15 giorni.






