TRENTO. Si chiude senza conciliazione e si prepara a finire davanti al giudice del lavoro la vertenza tra Fenalt e il Comune di Trento sui rimborsi chilometrici arretrati richiesti per gli operai comunali. L’amministrazione ha infatti comunicato la propria mancata adesione al tentativo facoltativo di conciliazione promosso dal sindacato presso il Servizio Lavoro della Provincia.
Al centro dello scontro ci sono le spese sostenute dal personale operaio per raggiungere il posto di lavoro con il proprio mezzo durante gli interventi d’emergenza effettuati in regime di reperibilità. Fenalt chiede che vengano riconosciuti anche i rimborsi arretrati, mentre il Comune sostiene, secondo quanto riferisce il sindacato, che la nuova tutela contrattuale non possa essere applicata retroattivamente.
Una posizione che Fenalt contesta duramente. «Siamo profondamente scandalizzati e amareggiati dal fatto che proprio il maggior comune del Trentino abbia scelto di evitare la conciliazione», afferma il segretario generale Maurizio Valentinotti. Secondo il sindacato, la previsione introdotta nel nuovo contratto riprenderebbe infatti una disposizione già contenuta in un allegato contrattuale vigente e applicato da decenni dalle altre amministrazioni.







