Politicamente parlando questa torrida estate non è stata del tutto tranquilla, regalandoci alla fine la BIP, acronimo per Base Ideologica e Programmatica, cioè il documento programmatico del movimento di Futuro Nazionale del generale-pensionato Vannacci.

Finalmente il “nuovo” protagonista della politica italiana è uscito allo scoperto e ci ha rivelato le proposte del suo movimento, da realizzarsi in dieci anni. Si tratta di un documento abbastanza lungo, prolisso e retorico quanto basta, in cui la parte economica occupa una sezione importante che si suddivide in diversi capitoli, alcuni dei quali si sovrappongono: il fisco, il lavoro, la previdenza, le imprese, il credito, le banche, ecc.

La parte più concreta è quella relativa al fisco, e da lì parto per un primo commento. Tra l’altro costituisce anche il capitolo iniziale. Al di là del preambolo teorico, la parte più interessante è costituita da quelle che il documento definisce le proposte fiscali prioritarie. Si tratta di un lungo elenco di 21 punti, se ho contato bene, e quindi siamo di fronte a una priorità generalizzata.

Queste 21 proposte non sono per nulla nuove. Qui troviamo tutto l’armamentario fiscale promesso in questa legislatura, ma anche nelle precedenti, da tutta la destra. Le proposte riguardano tutti i cittadini, nessuno escluso. Al lavoratore dipendente si promette la riduzione delle aliquote dell’Irpef, l’aumento dello stipendio con la riduzione del cuneo fiscale e addirittura la possibilità di scaricare le fatture di acquisto su determinati beni. Per gli autonomi c’è ancora di più. Troviamo la gradita estensione della flat tax e altri obiettivi di sempre, come il superamento dello schema saldo/acconto.