Pubblicato il: 21/08/2026 – 6:50

COSENZA Un nome per il commissario? Montalbano! La battuta durante il caffè mattutino in un summit informale tra esponenti del centrosinistra cosentino in una località turistica del Tirreno rende, al netto della giusta ironia agostana, l’idea dello stallo che riguarda – e riguarderà, ma ancora per poco – l’identikit del commissario del Pd di Cosenza: un nome che gioco forza corrisponde al profilo di un inviato dei vertici nazionali del Nazareno, una figura autorevole e terza rispetto alle correnti calabresi, da inviare a Cosenza nell’autunno caldissimo 2026 – dopo un’estate sonnecchiante benché rovente – dal responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, Igor Taruffi. La sua accelerazione ferragostana ha avuto il risultato di mettere nero su bianco la priorità dei litigiosi dem cosentini, dando al contempo uno scossone per mettere fine a una paralisi politica interna non più sostenibile. L’obiettivo fondamentale e a questo punto inevitabili è il più classico “traghettamento” della Federazione provinciale fuori dalle continue tensioni interne per preparare il terreno in vista delle decisive elezioni comunali e amministrative del giugno 2027 (per le Politiche inizia a circolare l’ipotesi 11 aprile).