La Manifattura è entrata nel patrimonio del Comune di Lucca nel 2001, al termine di un percorso lunghissimo e, per molti aspetti, vergognoso. Tale percorso era stato avviato da un accordo tra il Comune di Lucca e i Monopoli di Stato, ratificato nel 1983 da una legge del Parlamento che autorizzava la realizzazione della "Nuova Manifattura" a Mugnano e la vendita al Comune di Lucca, per la cifra simbolica di 5 milioni di lire, della sede storica cittadina.
L’accordo prevedeva inoltre che il Comune mettesse a disposizione i terreni necessari per il nuovo stabilimento di Mugnano. Nel giro di pochi anni furono espropriati oltre centomila metri quadrati di terreni che, tuttavia, non vennero mai pagati ai proprietari. Nel 1998 il cantiere di Mugnano era fermo da anni e, con esso, anche il progetto del nuovo stabilimento. Nel frattempo, la Manifattura stava passando dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato all’Ente Tabacchi Italiano, successivamente ceduto alla BAT, British American Tobacco. Come Comune decidemmo allora di attivare un contenzioso amministrativo insieme alla Prefettura.
Riuscimmo così a sbloccare una situazione che sembrava ormai paralizzata. La competenza e l’impegno dell’assessore Gianluca Ghiglioni e degli uffici comunali furono determinanti per raggiungere un risultato che appariva impossibile, ma che rappresentava la premessa indispensabile per poter iniziare a discutere concretamente di progetti di utilizzo dell’immobile. Le indicazioni contenute nel Regolamento Urbanistico del 2004 erano chiare e attuabili. Tuttavia, a partire dall’amministrazione guidata da Mauro Favilla e, successivamente, durante quella di Alessandro Tambellini, la situazione si è progressivamente complicata.






