È stata una notte d'inferno quella vissuta a Kiev tra giovedì e venerdì, colpita da un massiccio attacco missilistico russo, responsabile alla fine di un altissimo numero di vittime civili. Almeno 16. I bombardamenti hanno colpito anche un ospedale pediatrico, suscitando la rabbia dei residenti della capitale e degli ucraini in generale. Il presidente, Volodymyr Zelensky, è tornato a invocare a gran voce la necessità di rafforzare i trasferimenti d'intercettori da parte dei partner occidentali, in particolare Patriot. «Purtroppo, mentre la Russia investe in razzi e continua nell'escalation, il mondo non sempre reagisce in modo adeguato», ha affermato Zelensky. L'attacco nella capitale è durato nove ore. «È stato un attacco massiccio: i russi lo hanno preparato a lungo e hanno combinato vari tipi di missili balistici, missili da crociera e droni», ha spiegato il presidente. Secondo l'aeronautica militare, Mosca ha lanciato almeno 44 missili, 39 quelli abbattuti. Il ministero della Difesa russo ha affermato di aver colpito «strutture militari-industriali, un centro di trasporto e logistica e alcuni magazzini», a Kiev e nella regione circostante. Peccato che ci siano finiti di mezzo i civili, o a causa di deviazioni o perché presi di mira intenzionalmente, secondo la strategia del Cremlino di spezzare il morale del fronte interno.
Sangue a Kiev, i russi fanno strage di civili. Zelensky insiste: “Ci servono gli intercettori”
Almeno 16 le vittime nell’attacco russo nella notte tra mercoledì e giovedì. Il presidente ucraino sanziona “Masha e Orso”








