BELLUNO - Domani, 22 agosto, verrà celebrato l'anniversario di Falco. La tragica caduta dell'elisoccorso a Rio Gere, avvenuta il 22 agosto 2009, e la morte di quattro persone: il pilota Dario De Filip, il tecnico del Soccorso alpino Stefano Da Forno, il medico del 118 Fabrizio Spaziani e il tecnico aereonautico Marco Zago (entrambi, questi ultimi due, appartenenti al Corpo nazionale Soccorso alpino). La causa di quel disastro – una serie di cavi elettrici di media tensione in mezzo alla montagna – è ancora lì, ferma al suo posto. «Sono passati 17 anni, ma purtroppo non è stato fatto niente» dice Fabio “Rufus” Bristot, che all'epoca era il delegato provinciale del Soccorso alpino e ricorda con commozione il momento in cui venne raggiunto dalla terribile notizia. A far male, però, 204 mesi dopo, è il fatto che la problematica degli ostacoli al volo è ancora tutta da risolvere, nonostante sia chiaro a tutti – non solo agli addetti ai lavori – che rappresenta un pericolo incombente, e che va ben oltre i cosiddetti “rischi del mestiere” per chi opera nei soccorsi in montagna.
«Elaborare il lutto è stato un processo lungo, articolato e non ancora concluso. Elaborazione, nella quale il ricordo di Dario, Fabrizio, Marco e Stefano si è unito e si è sovrapposto incessantemente al colore pallido dei nostri monti, ai boschi ormai ramati dell’autunno arrivato quell’anno molto velocemente e al rumore soffuso dell’elicottero che continuava a solcare i nostri cieli in quei mesi e continua a farlo tutt’ora in questi anni» dice Bristot. «Il dolore, però, dopo 17 anni si è parzialmente saputo trasformare anche nella gioia nel ricordo delle loro risa autentiche, delle loro facce buffe; in serenità nello scorgere il profilo dei loro volti orgogliosi per aver offerto, sino a morire, tutti se stessi alla montagna e a chi la frequentava. Ma oltre a queste emozioni e aspetti che riguardano l’intimità del cuore e dell’animo umano, rimane però aperta e del tutto irrisolta la problematica legata agli ostacoli al volo, causa della caduta dell’elicottero e della morte dell’equipaggio di “Falco”».













