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Tagliare i costi dell’energia in Italia: la ricetta di Energy SquareChi è Energy Square (E2): il think tank della transizione?Le cause della vulnerabilità energetica italiana: la diagnosiLe risposte dell’elettrificazione e la cosiddetta Age of ElectricityPerché è necessario riformare la fiscalità energetica?Perché è necessario agire anche a livello di regolazione dei mercati e intervenire sul ruolo delle rinnovabiliPerché occorre portare sempre più attenzione su infrastrutture abilitanti, reti e sistemi di accumuloPerché è indispensabile una gestione dinamica della domanda e un coinvolgimento dei consumatori con il digitaleElettrificazione e domanda flessibileIl ruolo della digitalizzazione e dei contatori 2GCome agire per una integrazione della flessibilità nei mercatiAccesso non discriminatorio tramite aggregatoriQuantificazione dei fabbisogni e obblighi tecniciSegnali di prezzo zonali e flessibilità distribuitaPerché serve anche la riforma della regolazione?Tagliare i costi dell’energia in Italia: la ricetta di Energy SquareL’Italia da lungo tempo paga l’energia più dei concorrenti europei, con prezzi industriali dell’elettricità sistematicamente sopra la media UE. Per le imprese del nostro paese si tratta di una situazione che pesa direttamente e in modo decisamente oneroso sulla competitività. La bolletta per l’importazione di combustibili fossili rappresenta un vero e proprio “freno” che incide per un valore variabile tra i 50 e i 100 miliardi di euro l’anno sulla ricchezza nazionale con riflessi deciamente importanti anche per la sicurezza del Paese. Il peso economico poi ricade anche sul tessuto sociale, con più di due milioni di famiglie italiane in condizioni di povertà energetica.La capacità di agire per ridurre questo peso e per abbassare i costi dell’energia rappresenta un valore in grado di restituire ricchezza e competitività al sistema paese e alle imprese. In questo scenario si colloca il report del think tank Energy Square (E2) “Ridurre i costi dell’energia in Italia – Verso un sistema energetico più efficiente e competitivo” (il report in versione integrale è disponibile QUI). Lo studio propone una strategia per superare la vulnerabilità energetica italiana e individua nell’elettrificazione la leva fondamentale per la competitività nazionale. Il presupposto nasce da una valutazione del sistema attuale, giudicato inefficiente, poiché a fronte di 700 TWh di domanda utile, se ne disperdono oltre 1.000 sotto forma di calore di scarto. In concreto poi il piano si articola in cinque decisioni politiche immediate per trasformare il sistema entro il 2030.Il primo punto riguarda la necessità di una riforma della fiscalità energetica: oggi il kWh elettrico è penalizzato sistematicamente rispetto al gas, scoraggiando tecnologie più efficienti come le pompe di calore o i veicoli elettrici.Il secondo punto suggerisce di svincolare i prezzi dal mercato del gas attraverso contratti di lungo termine, come i PPA e i Contratti per Differenza (CfD).Il terzo punto richiama la necessità di un adeguamento delle infrastrutture, una accelerazione del Piano di Sviluppo Terna, una programmazione di aste MACSE pluriennali per i sistemi di accumulo, un impegno che permetta di garantire connessioni flessibili per superare le attuali liste d’attesa dei nuovi impianti.Un altro elemento chiave richiamato dallo studio riguarda la necessità di migliorare il coordinamento tra trasmissione e distribuzione per gestire le risorse in bassa tensione.Un ulteriore punto è poi rappresentato dal ruolo della digitalizzazione con uno sguardo ai contatori intelligenti di seconda generazione (2G) che dovrebbero essere utilizzati anche per abilitare quella flessibilità della domanda che grazie ai prezzi dinamici orari, permette di premiare chi sposta i consumi nei momenti di alta produzione rinnovabile. Un approccio integrato su più ambiti e su diversi livelli che secondo i calcoli potrebbe essere in grado di generare risparmi sulle importazioni fino a 10 miliardi di euro l’anno, e avvicinare l’Italia agli obiettivi del PNIEC.Chi è Energy Square (E2): il think tank della transizione?Prima di procedere con l’analisi del report è importante capire chi è Energy Square (E2) e qual è la sua missione.Energy Square (E2) è un think tank indipendente che è stato creato allo scopo di fornire indicazioni per guidare la transizione energetica e industriale dell’Italia con un approccio basato sui dati e con la presentazione di proposte di policy concrete. Energy Square (E2) opera attraverso una struttura operativa che ha il suo punto di riferimento in una serie di consultazioni a porte chiuse tra accademici, rappresentanti del mondo industriale e soggetti istituzionali che si confrtontano su analisi dati e proposte di indirizzo realizzate dal centro studi (QUI per maggiori informazioni sul Think Tank)Le cause della vulnerabilità energetica italiana: la diagnosiCome già accennato la premessa del report di Energy Square riguarda il fatto che l’Italia “soffre di costi energetici “paga” un costo dell’energia sistematicamente più elevato rispetto ai principali concorrenti europei. I prezzi industriali dell’elettricità sono costantemente sopra la media UE e questa situazione è di fatto determinata in larga misura da una dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili che pesa sulla bilancia commerciale per una cifra compresa tra i 50 e i 100 miliardi di euro l’anno.A questo aspetto che è evidentemente strutturale va aggiunto il peso di una inefficienza che contribuisce a sua volta ad aumentare i costi e che il report mette in evidenza sottolineando come a fronte di 700 TWh di domanda utile, ne vengono dispersi oltre 1.000 sotto forma di calore di scarto.Prima di entrare nel merito delle proposte pensate per unire transizione e energetica e competitività industriale Energy Square (E2) mette in evidenza le quattro distorsioni strutturali che stanno determinando questa situazione: una fiscalità che penalizza l’elettricità rispetto al gas, i ritardi negli investimenti in energie rinnovabili che lasciano il prezzo finale ancorato al gas, infrastrutture di rete e accumulo inadeguate e insufficienti, una domanda poco flessibile che dovrebbe sfruttare le potenzialità offerte dal sistema digitale.Le risposte dell’elettrificazione e la cosiddetta Age of ElectricityLa proposta di riferimento che arriva con questo report si chiama, prima di tutto, elettrificazione. Il report identifica infatti nel “passaggio all’elettrico” la risposta tecnologica più solida per svincolare il Paese dalle tensioni internazionali. Tecnologie come le pompe di calore e i veicoli elettrici sono in media tre volte più efficienti delle alternative termiche e stanno trainando quella che l’Agenzia Internazionale dell’Energia definisce l’“Age of Electricity” (tema che abbiamo affrontato nel servizio sull’elettrificazione che avanza). Mentre paesi come Francia, Spagna e Germania hanno già varato piani miliardari per sostenere questo passaggio, l’Italia deve ancora rimuovere le barriere che frenano gli investimenti di famiglie e imprese.Oltre al risparmio economico, il passaggio al vettore elettrico genererebbe importanti benefici in termini di miglioramento dell’inquinamento atmosferico che causa in Italia oltre 60.000 morti premature l’anno, con un costo sociale stimato in 27 miliardi di euro tra spese sanitarie e perdita di produttività.Perché è necessario riformare la fiscalità energetica?Una delle leve principali individuate da Energy Square è il riequilibrio della fiscalità energetica. Le tecnologie elettriche pagano oneri sproporzionati rispetto all’energia consumata, annullando, secondo i dati del report, per oltre tre quarti il vantaggio economico dell’elettrificazione. E2 propone di riequilibrare accise e oneri di sistema (ASOS) per ridurre il divario tra il costo del kWh elettrico e quello del gas.Il piano in particolare suggerisce una riforma graduale dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), che ammontano a circa 25 miliardi di euro, utilizzando benchmark oggettivi come il minimo energetico europeo integrato dal prezzo della CO2. Per garantire la sostenibilità sociale, il report propone di convogliare le entrate della transizione (aste ETS, IVA sul gas) in una cassa dedicata presso la CSEA, vincolando le risorse a investimenti in reti, accumuli e supporto ai consumatori vulnerabili tramite bonus sociali automatici.Perché è necessario agire anche a livello di regolazione dei mercati e intervenire sul ruolo delle rinnovabiliUno dei punti chiave di un rapporto più intelligente e sostenibile con l’energia riguarda la necessità di trasferire ai consumatori il minor costo delle rinnovabili. A questo proposito Energy Square avanza proposte per sbloccare la generazione domestica. L’obiettivo è installare 15 GW di nuova capacità all’anno, ribilanciando fotovoltaico ed eolico. Questo richiederebbe la semplificazione dei procedimenti autorizzativi attraverso le Aree di Accelerazione Rinnovabile (RAA) e termini perentori per gli enti locali.Un intervento specifico è poi previsto per la riassegnazione delle concessioni idroelettriche, che potrebbe generare risparmi per oltre 2 miliardi di euro l’anno se le rendite venissero condivise con i consumatori finali. In relazione ai contratti il think tank propone un quadro integrato di PPA (Power Purchase Agreement) e aste pubbliche, incoraggiando la Pubblica Amministrazione a coprire il proprio fabbisogno tramite contratti a lungo termine da impianti rinnovabili.Perché occorre portare sempre più attenzione su infrastrutture abilitanti, reti e sistemi di accumuloL’analisi di Energy Square arriva poi a chiarire, ancora una volta con il supporto di dati, che per trasformare in vantaggi concreti, anche in termini di riduzione dei prezzi energetici, gli investimenti in energie rinnovabili è necessario predisporre una infrastruttura di rete adeguata.Per questo il report invita ad accelerare l’attuazione del Piano di Sviluppo Terna 2025–2034, introducendo le connessioni flessibili come standard per superare le lunghe liste d’attesa dei nuovi impianti.Un altro tema chiave è rappresentato dai sistemi di accumulo. Attraverso le aste MACSE, si dovrebbe arrivare a predisporre e installare soluzioni tecnologicamente neutrali con batterie, pompaggio idroelettrico, sistemi termici e programmate con calendari pluriennali certi.Sempre a livello di infrastrutture e organizzazione delle strutture energetiche il report sottolinea l’importanza di un coordinamento più stretto tra trasmissione (TSO) e distribuzione (DSO) per permettere l’attivazione di risorse flessibili anche in bassa tensione, e per permettere una evoluzione verso modelli di regolazione che premino le performance e l’efficienza complessiva dei costi.Perché è indispensabile una gestione dinamica della domanda e un coinvolgimento dei consumatori con il digitaleLa flessibilità della domanda rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria risorsa che permette di contribuire, a sua volta, alla riduzione dei costi energetici.Per lungo tempo la gestione della domanda è stata interpretata sostanzialmente come una riduzione dei consumi. In realtà gestire la domanda significa attuare un’azione strategica sulla struttura stessa dei costi che permette di migliorare la produttività del sistema e consente di disporre di una maggiore capacità di rete.Il report di Energy Square (E2) indica nella flessibilità, ovvero nella capacità del sistema di adattarsi a variazioni rapide di offerta e domanda, una delle condizioni necessarie per rendere l’energia strutturalmente più economica e meno dipendente dalle importazioni. Se queste risorse rimangono escluse dal mercato, il Paese rinuncia a risparmi potenzialmente enormi.Elettrificazione e domanda flessibileL’elettrificazione degli usi finali, supportata da tecnologie come pompe di calore e veicoli elettrici, permette di migliorare l’efficienza, tuttavia, il loro pieno valore economico si realizza solo quando la domanda diventa capace di rispondere ai segnali di prezzo.In questo contesto, la flessibilità intertemporale permette di spostare i consumi nei momenti in cui la produzione rinnovabile è abbondante e il costo marginale del sistema è più basso. Questo approccio non solo riduce le bollette, ma evita anche la necessità di nuovi e costosi investimenti in infrastrutture fisiche che servirebbero solo a gestire i picchi di carico.Il ruolo della digitalizzazione e dei contatori 2GL’Italia dispone di un vantaggio tecnologico unico: la diffusione capillare dei contatori intelligenti di seconda generazione (2G), installati nel nostro Paese prima che in gran parte d’Europa. Questa infrastruttura abilita forme avanzate di gestione digitale della rete che, supportate dall’intelligenza artificiale, possono trasferire direttamente ai consumatori i benefici delle rinnovabili.Tra le applicazioni pratiche occorre considerare la possibilità di sfruttare i prezzi dinamici orari: permettendo a famiglie e PMI di pagare l’energia meno quando c’è abbondanza di sole o vento; la gestione automatica dei carichi grazie a sistemi domotici che attivano gli elettrodomestici o il riscaldamento nei momenti di convenienza e ancora la ricarica veicolare intelligente e Vehicle-to-Grid (V2G) trasformando le auto elettriche in batterie mobili capaci di scambiare energia con la rete.Come agire per una integrazione della flessibilità nei mercatiPer trasformare questo potenziale tecnologico in risparmio concreto, Energy Square avanza una serie di riforme regolatorie:Accesso non discriminatorio tramite aggregatoriIl report propone di garantire l’accesso ai mercati dei servizi ancillari e del bilanciamento anche ai piccoli operatori e ai consumatori domestici. Questo deve avvenire attraverso la figura degli aggregatori certificati, che mettono insieme tanti piccoli carichi flessibili per partecipare al mercato, aumentando la competizione e riducendo i costi complessivi di sistema.Quantificazione dei fabbisogni e obblighi tecniciÈ necessario definire in modo trasparente e robusto i fabbisogni di flessibilità su diversi orizzonti temporali (giornaliero, settimanale, stagionale) per guidare gli investimenti. Inoltre, il report suggerisce di rendere strutturale l’obbligo di fornire servizi di regolazione per tutti i nuovi impianti, allineando l’Italia agli standard europei.Segnali di prezzo zonali e flessibilità distribuitaL’introduzione di segnali di prezzo zonali per la domanda finale aiuterebbe a riflettere meglio i costi reali di rete nelle diverse aree del Paese. Parallelamente, la semplificazione normativa per il “cliente attivo” e l’autoconsumo collettivo permetterebbe di condividere l’energia generata localmente in modo più efficiente.Perché serve anche la riforma della regolazione?Un aspetto fondamentale per abilitare la flessibilità è la riforma della regolazione dei gestori di rete. Energy Square sostiene il passaggio alla versione integrale del sistema ROSS (Regolazione per Obiettivi di Spesa e di Servizio) introdotto da ARERA.Questo modello sposta la remunerazione dei distributori (DSO) dalla semplice crescita del capitale fisso (RAB) al raggiungimento di performance misurabili, come la riduzione dei costi sistemici e la qualità del servizio. In questo modo, i gestori sono incentivati a sfruttare la flessibilità distribuita come alternativa più economica alla costruzione di nuovi cavi o trasformatori. È inoltre essenziale un coordinamento stretto tra Terna (TSO) e i distributori per attivare risorse flessibili connesse anche in bassa tensione.