HomePratoCronacaDon Vincent sul New York Times: “In Val Bisenzio c’è la mia vita. È la missione che ho scelto”Don Souly intervistato dal giornale americano come esempio di parroco africano integrato. Quattro parrocchie fra Vernio e Cantagallo e un luogo di culto chiuso che vorrebbe riaprireDon Vincent sul New York Times. Qui con le giornaliste e il fotografoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 21 agosto 2026 – “Come mi hanno trovato le giornaliste del New York Times? Sinceramente non lo so. Erano in Italia e hanno telefonato se potevano venire qui. Presumo, l’idea del servizio sia nata durante il viaggio di Papa Leone XIV in Africa perché erano al suo seguito”: don Vincent Souly racconta come è nata l’intervista del New York Times dei giorni scorsi che l’ha portato alla ribalta delle cronache. Don Vincent è nato in Burkina Faso, cresciuto in Costa d’Avorio e ordinato sacerdote a 32 anni nel 2004. Nel 2007 ha ricevuto una borsa di studio del Vaticano per frequentare a Roma un master in diritto canonico. E’ stato viceparroco al Nord per poi approdare a Prato. A Vernio è parroco a Mercatale alla chiesa di Sant’Antonio da Padova; a Cantagallo alla parrocchia di San Biagio, a Luicciana alla chiesa di San Michele Arcangelo e a Vernio alla chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, quindi il sabato pomeriggio ha due messe e la domenica tre messe. Un prete africano per quattro parrocchie di montagna ha suscitato curiosità e interesse delle giornaliste americane ma lui si sente un prete normale.