Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 7:56
“‘Te la senti di parlare davanti a me? Non hai vergogna?’. ‘No, tu sei come il mio papà!’, mi ha risposto lei, 13 anni. Allora ho accettato di fare da interprete e tradurre il racconto che questa mia alunna faceva a una operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere a cui descriveva la violenza subita da 5 soldati. Io traducevo e piangevo. Ecco, è per lei che ho accettato di testimoniare. Per lei e per tutte le ragazze e le donne che in quei terribili giorni del 2002 sono state violate, senza mai aver avuto giustizia”. All’inizio aveva rifiutato la convocazione: “Pensavo che andasse al di là del mio ruolo di prete. Ma poi mi sono ricordato di quella ragazzina. E mi sono detto: se nessuno ha il coraggio di esporsi, non si uscirà mai da questa spirale di impunità sfacciata”. Chi parla a Ilfattoquotidiano.it è padre Silvano Ruaro, 87 anni, missionario dehoniano, una vita in Repubblica Democratica del Congo, dove è arrivato nel lontano 1970. In questi giorni si è suo malgrado ritrovato al centro di polemiche che dalla Francia giungono fino al Congo. La sua deposizione ha infatti sparigliato le carte in un importante processo che si sta svolgendo a Parigi e che vede imputato un ex “signore della guerra”, Roger Lumbala.







