La proposta di un museo dedicato a Varenne all’ippodromo di Agnano, lanciata dal Mattino, sembra trovare tutti d’accordo. «È stato da sempre un mio desiderio – sottolinea Pier Luigi D’Angelo, amministratore della New Agnano Arena & Racing -. Un museo moderno e interattivo. Ne parlavo già anni fa con il suo proprietario Enzo Giordano. Ora che purtroppo lui non c’è più bisogna rispettare le decisioni della moglie Barbara e del figlio Daniele». Siete comunque disponibili? «E chi non lo sarebbe? Naturalmente se si faranno passi avanti sarà argomento dell’assemblea dei soci».
Gli spazi ad Agnano ci sono. «L’ippodromo – spiega D’Angelo - è soggetto ai vincoli della soprintendenza e non si possono aggiungere nuove volumetrie. Quindi l’architetto Valerio Ciotola, che ha elaborato il progetto di ristrutturazione, dovrebbe modificarlo leggermente riconvertendo dei vecchi capannoni. Sempre, ripeto, con il benestare della soprintendenza e naturalmente del Comune». E la volontà della famiglia Giordano che potrebbe mettere a disposizione i trofei più prestigiosi che hanno un certo valore materiale, ma anche un grande valore storico e affettivo. D’Angelo ha sentito in questi giorni Barbara e Daniele ma non ha affrontato l’argomento museo. «L’ippica tutta ha perso l’immenso campione, la famiglia un parente stretto. Mi sembrava indelicato parlarne subito». Varenne: «Un museo ad Agnano in suo onore»La concomitanza con l’inizio della ristrutturazione dell’ippodromo potrebbe agevolare la realizzazione del museo. La New Agnano ha in calendario cinque anni di lavori, per un impegno di 18 milioni di euro a fronte di una concessione di 35 anni, con la creazione anche dell’arena concerti. Quando inizieranno i lavori? «Dovremmo firmare - rivela D’Angelo - a breve la convezione con il Comune dopo aver fatto fronte agli oneri finanziari richiesti e limato qualche dettaglio. Poi partiamo». Oltre al museo c’è chi suggerisce di intitolare l’impianto “Agnano ippodromo Varenne”, come è stato fatto per il San Paolo, ora stadio Maradona. «E perché no? Ma è una decisione - afferma D’Angelo - che spetta anche burocraticamente solo al Comune». E c’è chi vuole un’enorme statua del campione all’ingresso come il cavallo di Leonardo che accoglie gli spettatori a San Siro. «La statua di Varenne la metteremo - rivela l’amministratore di Agnano - ma nella zona del roof garden. All’ingresso è prevista la ricostruzione della montagna di sale (l’opera del maestro Paladino che fu allestita a piazza del Plebiscito, ndr), utilizzando alcune di quelle sculture raffiguranti i cavalli che ora sono custodite in un deposito comunale. Ovviamente dopo l’autorizzazione del maestro». «L’amministrazione comunale - fa sapere l’assessora allo Sport e Pari Opportunità Emanuela Ferrante - è disponibile a individuare le modalità più appropriate per onorare Varenne e rendere indelebile il ricordo delle sue imprese. Raccoglieremo tutte le proposte che ci perverranno e definiremo il modo migliore per tributargli il riconoscimento che merita. Varenne ha rappresentato un vanto per lo sport italiano e un motivo di orgoglio per il nostro territorio grazie all’intuito e alla passione di un nostro conterraneo: il compianto proprietario Enzo Giordano». Intanto Varenne è stato incenerito (in ossequio alle leggi vigenti) e per volontà della famiglia Giordano i resti stanno per essere tumulati a Eboli, nell’allevamento Jemma di Dario De Angelis, dove ha trascorso gli ultimi anni. Tra un mese ci sarà una cerimonia privata. Nel frattempo De Angelis ha contattato alcuni architetti per progettare un mausoleo che in futuro sarà aperto alle visite degli appassionati. «Desidero realizzare una cosa sobria, elegante - spiega De Angelis - ma che possa dare veramente l’idea della grandezza di Varenne. Esamineremo con calma le proposte, poi decideremo».













