La ricostruzione.21 agosto 2026 alle 00:38
Una ragione precisa c’era. Dieci giorni fa in Aula Barbara Manca si era trincerata dietro «la necessità di ulteriori approfondimenti» per giustificare lo spostamento dal 2026 al 2027 dei trenta milioni di euro per la fusione degli aeroporti. «Andiamo avanti con i piedi di piombo», aveva dichiarato l’assessora ai Trasporti durante l’esame della variazione di bilancio da due miliardi, sottolineando l’esigenza di altre indagini da compiere anche sui patti para sociali, «un aspetto su cui la presidenza» si sta soffermando «per tutelare l’interesse pubblico all’interno dell’integrazione industriale». Ma dieci giorni fa i militari della Guardia di finanza avevano già fatto i sopralluoghi per acquisire gli atti sull’operazione che consentirebbe all’amministrazione di avere il 9,25% delle quote nella holding di gestione dei tre scali sardi. Nessuno lo sapeva, a parte i diretti interessati. A quel punto, andare avanti, noncuranti del faro puntato della Corte dei Conti, sarebbe stato quanto meno da incoscienti. La Regione ha così deciso di non decidere, spostando alla Finanziaria 2027 il problema se investire o meno i trenta milioni.
«Non se ne fa più nulla»






