Rigettata l’istanza difensiva di arresti domiciliari fuori regione e con braccialetto elettronico: resta in carcere C.A., 21 anni, operaio foggiano incensurato in cella dal 13 agosto per violenza sessuale, rapina e lesioni a una minorenne per fatti della notte dello scorso 14 giugno. Il gip Armando Dello Iacovo - è il terzo giudice a occuparsi della vicenda dopo che Mario De Simone firmò l’ordinanza cautelare e Marialuisa Bencivenga interrogò l’indagato - ha detto «no» alla richiesta dell’avvocato Michele Sodrio. Per Dello Iacovo sussiste il pericolo di inquinamento delle prove, già rimarcato da De Simone nell’ordinanza cautelare.
«Non condivido questa decisione - commenta l’avv. Sodrio. Nella mia istanza depositata lunedì dopo l’interrogatorio di garanzia non contestavo la sussistenza di gravi indizi perché non è questa la sede, fermo restando che il mio assistito respinge le accuse. Considerato che non si tratta di violenza sessuale ma di presunti palpeggiamenti; valutato lo stato di incensuratezza dell’indagato; ritenevo e ritengo che i domiciliari lontano da Foggia siano una misura adeguata a tutelare le esigenze cautelari. Per questo ora depositerò ricorso al Tribunale della libertà di Bari contro il provvedimento del gip».






