La dura polemica tra il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband e quello israeliano Gideon Sa'ar sulla vicenda degli insediamenti nel cosiddetto distretto E1, tra Ma'aleh Adumim e Gerusalemme, era già cominciato giovedì mattina. "Inaccettabile, distruttivo e pericoloso per la soluzione dei due Stati", ha scritto da Londra Miliband.

Successivamente è arrivata la dichiarazione congiunta di Francia, Germania, Italia e Regno Unito che chiedono a Israele di bloccare l'espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania.I quattro Paesi affermano che "la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile.L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura nella Cisgiordania e pregiudicando la continuità territoriale dei Territori palestinesi". Il ministro Sa'ar in mattinata aveva già risposto a Miliband dicendo di "rifiutare categoricamente la sua dichiarazione e il tono paternalistico delle sue parole". "Non ci sono state nuove decisioni riguardo allo sviluppo dell'area E1. La decisione è stata presa nel 2025. Il processo di gara d'appalto è in corso da diversi mesi, alcuni documenti relativi alla gara sono stati pubblicati soltanto negli ultimi giorni", ha scritto su X sottolineando che "la Gran Bretagna controlla ancora oggi territori coloniali a migliaia di chilometri dalle proprie coste: è assurdo che oggi faccia la predica al popolo ebraico... e attribuisca colpe esclusivamente a Israele, ignorando l'estremismo palestinese".Nella giornata di giovedì, un gruppo di organizzazioni per i diritti umani e comunità palestinesi ha chiesto al tribunale distrettuale di Gerusalemme di emettere un'ingiunzione provvisoria che ordini il congelamento della prima gara d'appalto. Di fatto i piani approvati dall'alto comitato di pianificazione dell'amministrazione civile israeliana nell'agosto 2025 prevedono la costruzione di 3.412 unità abitative nel distretto E1. Il che aumenterebbe la popolazione di Ma'aleh Adumim, già una delle più grandi città ebraiche della Cisgiordania, di circa 12.000 abitanti, dagli attuali 38.000. Il corridoio E1 si estende per circa 12 chilometri quadrati all'interno dei confini giurisdizionali di Ma'aleh Adumim, e qualsiasi costruzione in quell'area entrerebbe a far parte dell'insediamento urbano esistente.L'area è considerata strategica perché funge da corridoio di collegamento tra la Cisgiordania meridionale e quella settentrionale. Il progetto di costruzione E1, elaborato per la prima volta dal governo Shamir nel 1991 e portato avanti dal governo Rabin a metà degli anni '90, nel tentativo di creare una contiguità territoriale israeliana intorno a Gerusalemme, ha affrontato decenni di opposizione da parte degli Stati Uniti proprio a causa della sua ubicazione. Il piano governativo per popolare l'area ha avuto un progresso questa settimana, quando il sindaco di Ma'aleh Adumim, Guy Yifrach, ha annunciato l'avvio della costruzione delle prime 1.400 unità abitative della zona.Quando il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich approvò la costruzione sulla E1 nell'estate dello scorso anno, disse che avrebbe "rappresentato il colpo di grazia per le aspirazioni a uno Stato palestinese". In seguito alle dichiarazioni di Smotrich, l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas affermò che "il piano E1 mina la soluzione dei due Stati".