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Redazione Spettacoli

Il regista russo risponde su Facebook dopo proteste dell'Ucraina per la selezione a Venezia

Dau «non è uno strumento della politica culturale dello Stato russo. È una dichiarazione artistica sulla natura del male totalitario». Lo afferma il regista Ilya Khrzhanovsky su Facebook, in un lungo post in difesa del suo film, selezionato in concorso per la Mostra del Cinema di Venezia, e accusato dall'Ucraina di essere uno strumento di propaganda filo russa.

Dopo aver ringraziato La Biennale e Barbera «per la loro chiara posizione e supporto» il cineasta sottolinea di ritenere «necessario rispondere pubblicamente alla dichiarazione congiunta rilasciata dal Ministero della Cultura dell'Ucraina e dal Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina» riguardo al suo film.