Forse non è un caso se la first lady Melania Trump è ricomparsa in pubblico il 20 agosto, dopo un mese di assenza, per lanciare dal Rose Garden il suo piano per offrire borse di studio ai giovani che escono dal sistema di affido familiare. Negli ultimi giorni sotto i riflettori dei media Usa è finito infatti, insistentemente, il ruolo di Natalie Harp, 35enne assistente del presidente Usa che è sempre al suo fianco. E che, stando a nuove rivelazioni del New York Times, non solo si occupa di scrivere i post del presidente su Truth ma avrebbe anche inviato messaggi telefonici a diversi leader mondiali al posto di Trump. Il pezzo dei giornalisti Shawn McCreesh e Maggie Haberman non rivela che tipo di comunicazioni e, soprattutto, a quali capi di Stato o di governo, ma a chi non è chiaro ma sottolinea che si tratta dell’ennesimo esempio di un “un canale di informazione costituito da una sola donna, che opera interamente al di fuori della consueta catena di comando“.
Ad accendere l’attenzione su di lei era stato Jon Ossoff, il senatore democratico della Georgia che i sondaggi indicano come solidamente in testa per le elezioni di novembre: durante un comizio ha detto che Trump “vuole viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante apparentemente senza difese regalo dell’emiro del Qatar” invece di fare il suo dovere nei confronti degli americani. Riferimento al fatto che Harp faceva parte del ristrettissimo gruppo di fedelissimi collaboratori che Trump ha portato con se quando, a luglio, è stato rocambolescamente trasferito di nascosto su un aereo militare lasciando il grosso della delegazione che l’aveva accompagnato al vertice Nato di Ankara, giornalisti compresi, a bordo dell’Air Force One. Che, secondo Israele, era stato oggetto di minacce di attacchi da parte dell’Iran.














