Si allarga l’inchiesta “Forrest Gump” che ieri ha portato alla rimozione di Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky. La Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) ha reso noti i nomi di tutte le persone coinvolte a vario titolo nell’indagine. Tre di queste occupano posizioni ai vertici delle istituzioni ucraine. Il primo è quello di Viktor Dubovyk, capo della Direzione per le politiche legali dell’Ufficio del presidente – la struttura incaricata di fornire valutazioni giuridiche e preparare i provvedimenti del capo dello Stato -, che secondo i magistrati avrebbe fornito consigli e istruzioni alla presunta “organizzazione criminale” sulle azioni da intraprendere nella cosiddetta “Commissione anti-raid” del ministero della Giustizia, da lui guidata fino al 2024. La Commissione esamina i ricorsi urgenti che cittadini e imprese presentano contro le registrazioni immobiliari o societarie sospette e se rileva un illecito o un tentativo di esproprio ostile (“raid”) ha il potere di bloccare il passaggio di proprietà di aziende, quote o immobili prima che i casi finiscano in tribunale.

Il secondo nome che non era emerso nelle prime ore dell’indagine è quello di Olena Ferens, viceministro della Giustizia. Il terzo è quello di Liudmila Sugak, dal 19 novembre 2025 al luglio di quest’anno ministro della Giustizia ad interim dopo la rimozione di Herman Galushchenko (arrestato nell’inchiesta “Midas”) e fino al mese scorso viceministro nello stesso dicastero con delega all’integrazione europea. Ed è proprio sull’attività del ministero della Giustizia che si è concentrata l’attenzione dei magistrati della Nabu nella seconda tranche dell’inchiesta resa nota nelle scorse ore.