Nuovi guai per Volodymyr Zelensky. L'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina (NABU) ha infatti avviato un'operazione speciale - denominata 'Forrest Gump' - contro una presunta organizzazione criminale che coinvolge parlamentari - in carica ed ex, nonché alti funzionari dell'Ufficio presidenziale, come la vice capa Iryna Mudra. Quest'ultima è stata immediatamente licenziata da Zelensky ma ha smentito di essere stata arrestata con l'accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine (Mida), che ha a suo tempo portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente.
A ben vedere, è proprio da allora che Zelensky ha iniziato a zoppicare, perlomeno sul fronte del consenso interno. Troppe la sbavature nelle nomine governative - una su tutte il recente licenziamento di Mykhailo Fedorov dal ministero della Difesa, che ha provocato settimane di proteste nelle strade - e tracce di relazioni fin troppo strette con figure di vertice poi finite nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine - evidentemente in grado di non fare sconti a nessuno, nemmeno mentre infuria la guerra. Oltre a Mudra i magistrati hanno nel mirino il deputato Vadym Stolar (che non milita nel partito di Zelensky e anzi era iscritto alla fazione filorussa 'Piattaforma dell'Opposizione - Per la Vita'), l'ex parlamentare Maksym Mykytas inoltre - stando a diversi media - ai dirigenti della Sense Bank Oleksiy Stupak e Mykola Hladyshchenko (rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza). Sono accusati, a vario titolo, di aver riciclato 150 milioni di grivna (circa 2,8 milioni di euro) per pagare la cauzione a un imputato dell'operazione Mida. E tutto tornerebbe perché la Sense Bank sarebbe coinvolta nel caso della maxi corruzione di Energoatom, che è appunto al centro di Mida.










