Uno scontro in piena regola tra compagni di partito e di governo, con l’aggiunta di un like birichino di un terzo ministro. Forza Italia continua a ribollire mentre covano sotto le ceneri gli attriti tra la famiglia Berlusconi e il coordinatore Antonio Tajani. L’ultima fibrillazione è tra lo stesso vicepremier e il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, anche lui forzista. Il casus belli, seppur a scoppio ritardato, è un’intervista concessa al Corriere della Sera dal numero uno del partito nel giorno di Ferragosto. Tra un’invettiva sui migranti e l’altra, il ministro degli Esteri ha anche messo a terra i tempi della campagna elettorale in vista delle Politiche del prossimo anno chiarendo che “vogliamo fare molto di più” su tasse e burocrazia. Apriti cielo: Zangrillo, ora, ha risposto dalle colonne di un altro quotidiano, il Foglio, parlando di uno “sorpresa estiva” e sottolineando di aspettarsi un “maggior coinvolgimento dai vertici” di FI. Poi ha rilanciato le sue parole sui social e tra i “mi piace” è comparso quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Tajani aveva annunciato che “c’è ancora una gabbia che soffoca la nostra economia e che dobbiamo far saltare: l’eccesso di burocrazia, la lentezza e farraginosità di un sistema che frena gli investimenti interni ed esteri”. Quindi aveva sottolineato: “Metteremo al centro delle nostre richieste per la Finanziaria una vera rivoluzione liberale. Già con i ministri Casellati e Zangrillo abbiamo fatto un grande lavoro eliminando 30mila vecchie norme desuete e semplificando centinaia di procedure amministrative. Il costo della burocrazia sulle imprese è 57,2 miliardi di euro. Vogliamo fare di più”. Cosa?, gli era stato chiesto: “Applicare, qui e anche in Europa, la norma del one in, two out, ovvero ogni nuova norma deve prevedere la soppressione di due – la risposta – Noi alla Farnesina abbiamo creato una unità per la semplificazione, FI proporrà una legge per farlo in tutti i ministeri, aggiungendo il silenzio-assenso della Pa su tutto quello che non sia particolarmente tutelato. Si deve superare il meccanismo per cui cittadini o imprese devono ogni volta ripresentare documenti che già sono stati prodotti, bisogna abbattere passaggi costosi in denaro e tempo”.






