Spritz

Mario Alberto Marchi

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Ventiquattromila. Tante sono state, nel 2025, le domande di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato: quasi il quintuplo dei cinquemila posti che il decreto flussi 2023-2025 aveva messo a disposizione prima che il decreto legge 145, a fine 2024, cancellasse per quelle pratiche sia le quote sia l’obbligo del click day. Nella classifica per regione il Veneto è in testa. Il dato dice una cosa sola: il tetto non misurava il fabbisogno, lo comprimeva.

Per i nuovi ingressi, però, il meccanismo resta quello di prima. Il decreto flussi per il triennio 2026-2028 fissa un tetto complessivo di 497.550 ingressi, di cui 164.850 per il solo 2026 e circa 267 mila destinati al lavoro stagionale in agricoltura e turismo, e conferma il click day come modalità di presentazione delle domande, con date scaglionate a partire dal 12 gennaio per gli stagionali agricoli. Le imprese con un fabbisogno reale competono per quote assegnate a colpi di clic, e molte restano fuori pur avendo già individuato la persona da assumere.