L'ultimo concerto allo Ziggy Club di via Madama Cristina è di nemmeno un mese fa. Il fondatore Giulio Forsi, che in quell'angolo di San Salvario aveva fatto nascere nove anni fa uno spazio tutto dedicato alla musica underground, lo ricorda con le lacrime agli occhi: «Era il 25 luglio, suonavano Lautaro e Miguel Acosta». Perché lo Ziggy Club non riaprirà a settembre Ziggy Club, il circolo Arci diventato un riferimento della musica underground torinese, non riaprirà a settembre. Non riaprirà più. Forsi e la co-fondatrice Irene Garino l'hanno fatto sapere ieri con un post su Facebook: «La favola più bella della nostra vita si conclude qui». I motivi? La nuova ondata di controlli sulla sicurezza dei locali aperti al pubblico dopo i fatti di capodanno a Crans Montana ha costretto sale concerti e teatri a rivedere le capienze massime. Capienza di 35 persone e 30mila euro di lavori «Abbiamo interpellato dei professionisti per capire quale fosse la reale capienza del nostro spazio. Risultato: trentacinque persone» continua Forsi. Numero raddoppiabile «solo spendendo 30mila euro per adeguare la nostra struttura. Ma noi non abbiamo quelle risorse, e inoltre con 70 posti non riusciremmo a sostenerci economicamente». Arci Torino critica le nuove norme Per il presidente torinese di Arci Daniele Mandarano si tratta di norme troppo stringenti: «È diventato difficile rendere agibili e sostenibili i circoli - scrive su Facebook -. Che sono luoghi di cultura, ma troppo spesso vengono costretti dentro regole pensate per altre realtà, fino a essere equiparati ai luoghi del grande spettacolo. È una contraddizione». Le esigenze di sicurezza, però, restano invariate, «e quindi servono norme capaci di distinguere, accompagnare e rendere possibile l'esistenza di questi luoghi. La chiusura dello Ziggy lascia un vuoto reale». La storia dello Ziggy Club Il club nasce nel 2013 da un'idea di Forsi e Garino. I primi concerti sono in un club di zona San Donato. Poi, dopo una breve esperienza in un altro locale, nel novembre del 2017 la musica si sposta in via Madama Cristina. Il nome diventa un tributo alla vita di David Bowie: Ziggy Club, come Ziggy Stardust, l'alter ego creato dal cantautore inglese nel 1972. Da David Bowie alla cultura underground «In suo onore abbiamo cercato di far convivere nel nostro locale gli stili più diversi: skinhead, punk, mod, dark. Volevamo essere la casa della cultura underground». Le prime serate in San Salvario attirano una trentina di persone. Poi i numeri crescono, e i nomi degli artisti ospitati diventano sempre più importanti: Kirlian Camera, Markie Ramone, Twins Tribes, Ultra Sunn, Gbh, Corpus Delicti, Andy Bluvertigo. I concerti da 200 persone e le nuove norme Le serate attirano anche duecento persone. Troppe, secondo le nuove regole, per i duecento metri quadri del locale: «E noi siamo responsabili, teniamo a rispettare le normative e alla sicurezza di chi passa da noi. Ma viviamo questa situazione con amarezza». I messaggi per il club: «Un pezzo di vita» Resta la traccia lasciata da uno spazio piccolo ma conosciutissimo. Lo dimsotrano le chiamate che da ieri affollano il cellulare di Forsi, ma anche le decine di commenti lasciati sui social network da chi aveva trovato in quello spazio una seconda casa. «Lo Ziggy non è stato semplicemente un locale, ma un luogo di musica, incontri, emozioni e soprattutto di persone»; «Un pezzo importante della vita di tantissimi di noi, costruito con passione, sacrificio e un amore che si percepiva in ogni serata». Il futuro del locale dopo la chiusura E adesso? «Ziggy continuerà ad esistere - concludono FOrsi e Garino - sperando di riuscire a trasformare questa esperienza in qualcosa di nuovo. Ci saremo ancora, ma in spazi diversi. Non vogliamo morire, vogliamo ripartire da zero»
Effetto Crans Montana: addio allo Ziggy, il club underground di Torino
Chiude il circolo di via Madama Cristina: «Con le nuove norme che ci hanno ridotto la capienza a 35 posti. Impossibile continuare»







