di Massimo Sanvitogiovedì 20 agosto 20263' di letturaMancano solo Spiderman, Godzilla e i Power Rangers. E poi ci sono tutti dentro il complottone che, secondo Sigfrido Ranucci, poteri occulti avrebbero ordito per stroncare la sua carriera. Lavitola sarebbe solo un comprimario per il conduttore (ex?) di Report. «Un mandante sopra? Mettete in fila tutti i nomi e capite chi è, o meglio chi sono. C’è una chiara regia nella manovra della comunicazione successiva alla bomba contro di me: un piano globale, con noti terminal interni nell’informazione controllata dalla destra italiana. L’obiettivo è la delegittimazione della magistratura e del giornalismo indipendenti, per arrivare a una democrazia della sorveglianza fondata sull’allarme sociale: disegno trumpiano, che però guarda caso riprende il piano di Licio Gelli e della P2», ha detto ieri a Repubblica Sigfrido. Addirittura.I MEDIA DI DESTRA

Ma non è finita qui, purtroppo. Se un suo amico gli ha piazzato una bomba sotto casa per far sì che gli rinforzassero la scorta all’interno di un disegno più ampio finalizzato a farlo correre come premier del “campo largo” - dopo che lo stesso Ranucci aveva visionato e corretto i quesiti di un sondaggio confezionato da Lavitola -, è anche colpa delle camicie nere.«Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, vedo interessi personali e commerciali decisi a demolire Report: in particolare emerge il riaffacciarsi di una galassia politica fascista, mobilitata per soffocare la democrazia in Italia e in Europa», ha tuonato Sigfrido. E poi via di attacchi ai «giornali del gruppo Angelucci» che «spacciano per buste paga personali le note spese di inchieste e trasferte anche all’estero». Evidentemente la privacy vale solo per gli altri.Quanto alla pericolosa amicizia con Lavitola, Ranucci non intende rinnegare nulla: «Qual è il problema? In Rai vadano a vedere chi sono gli amici degli altri, a partire da Luigi Ciavardini. Siamo al punto che perfino Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati: sarebbe interessante citare i suoi». Pronta la replica a mezzo social della diretta interessata: «Scusa, Ranucci? Chi frequenterei io? Sono molto stupita dalla frase modalità pizzino su di me. A parte che nel mondo del giornalismo fatto da persone perbene si risponde su ciò che l’altro ha scritto, non attaccando chi ha scritto. L’argomentum ad hominem per delegittimare chi scrive e fa il suo lavoro però me lo aspetto dai fasci, non da Ranucci». Evvai, fascisti ovunque. Pure Sigrifo diventa un “camerata” nella zuffa progressista."Il colloquio di lavoro e le avance di Ranucci": parla Angela CamusoUn colloquio di lavoro trasformatosi molto presto in avance. È il racconto-choc della giornalista Angela Camuso, ...LO SCONTRO