Sarà la presenza ingombrante del nome dei suoi proprietari, sarà la caratterizzazione molto forte dei canoni architettonici e dei suoi arredi, sarà la prospettiva di ingenti spese di manutenzione, sarà anche il timore, nel caso di ristrutturazione, di dover sottostare ai vincoli della Soprintendenza – molte però non sono tutelate – ma le centinaia di ville storiche, palazzi e castelli che non riescono a trovare un acquirente crescono a dismisura.
Dal 2023 Villa Frescot, la storica dimora collinare degli Agnelli, è in vendita con il suo prezzo pressoché dimezzato, nonostante la grande superficie e il valore degli arredi ed opere d’arte. Ne scrissi sul Corriere della Sera ed. Torino auspicando almeno la salvaguardia parziale della villa e delle opere d’arte. Su questo punto non c’è però chiarezza perché poco si sa se siano ancora presenti i numerosi quadri d’autore comprati da Marella, collezionista capace ed appassionata.
Al centro ci sono le varie diatribe giudiziarie nella famiglia più nota d’Italia, considerata per molti anni a Torino la nuova Dinastia reale.
Stessa sorte per la Villa Gucci alla Camilluccia di 2000 mq con un parco di circa 2.5 ha, in vendita da diversi anni senza che nessun acquirente abbia dimostrato un vero interesse. Anche qui pesano forse le traversie della famiglia fiorentina più nota al mondo e nel mondo della moda.







