Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiItaliaOggi è riuscita a parlare con rappresentanti della redazione di Report, in questi giorni nella bufera per le vicende legate all’affaire Lavitola-Ranucci e per i dati diffusi dal quotidiano Il Tempo, relativi ai compensi teoricamente percepiti dai vari giornalisti per la realizzazione dei servizi andati in onda nella trasmissione di Rai 3. Qualche lettore potrebbe aver scambiato le cifre pubblicate dal Tempo in stipendi pagati in busta paga ai vari professionisti che lavorano per il format di inchieste. Ma le cose non sono proprio così. Ed ecco che, anche con l’aiuto di Report, proviamo a fare chiarezza.
I diversi contratti della redazione
Innanzitutto, l’elenco proposto dal Tempo mescola giornalisti che lavorano a Report con formule contrattuali molto diverse tra loro: qualcuno, effettivamente, guadagna bene, altri invece no.
Ci sono quelli a cui corrispondono gli importi più alti, che nella tabella di ItaliaOggi vengono catalogati sotto la voce Inviati, i quali vendono «a pezzo» e quindi possono incassare in base al numero di pezzi realizzati per Report in stagione. Ma le cifre, ad esempio, di Mottola (802 mila euro in tre anni) o della Innocenzi (442 mila euro), di Iovene (667 mila) o di Bertazzoni (616 mila) sono lorde, e comprendono tutti i costi vivi per la realizzazione dei servizi, dalle trasferte al montaggio. Costi che questi lavoratori autonomi anticipano. Una volta dedotti i costi vivi, sull’importo rimanente si devono poi versare le tasse, per arrivare, infine, al compenso netto. Che, molto spesso, fa fatica a superare i 100-150 mila euro annui. Da ritenere, comunque, una retribuzione di assoluto livello, visti i tempi.










