Nel 1944 Kegham Djeghalian fondò il primo studio fotografico di Gaza. Il suo archivio è stato ritrovato dal nipote solo pochi anni fa e ora è in mostra a Marsiglia
Nel 2018 Kegham Djeghalian Jr ha ricevuto dal padre tre scatole rosse che erano nascoste in fondo a un armadio nella loro casa al Cairo. Contenevano negativi, documenti, cartoline e ricordi di famiglia: un archivio che restituiva una memoria visiva della Striscia di Gaza, in Palestina, dove il nonno nel 1944 aveva fondato Photo Kegham, il primo studio fotografico della città di Gaza, in cui lavorò per quasi quarant’anni.
Si chiamava come lui, Kegham Djeghalian (1915-1981), ed era sopravvissuto al genocidio armeno. Le sue fotografie in bianco e nero raccontano la vita quotidiana di un luogo che oggi si conosce solo attraverso immagini di guerra e distruzione. Una famiglia durante un picnic in spiaggia; una festa in maschera; una bambina che sfoglia una rivista. Nel corso della sua carriera Djeghalian fotografò matrimoni, feste e famiglie, ma documentò anche le visite di Che Guevara e Simone de Beauvoir. “Appena mio nonno capiva che stava per succedere qualcosa di importante in Palestina, andava lì”, racconta il nipote, che è un artista visivo e direttore artistico.






