Ospite del podcast Smartless, l'attrice ha ricordato il fotografo, scomparso il 5 agosto 2023 all’età di 57 anni a causa della malattia che aveva affrontato per tre anni. Dal rispetto del silenzio sulla diagnosi alle difficoltà, gli è rimasta accanto fino alla fine
“Non mi era permesso parlarne. Questa era la richiesta e ho cercato di rispettarla”. Ospite del podcast Smartless condotto da Jason Bateman, Sean Hayes e Will Arnett, l'attrice Sandra Bullock, 62 anni, ha parlato per la prima volta della morte del suo compagno, il fotografo Bryan Randall, scomparso il 5 agosto 2023 all’età di 57 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la malattia che aveva affrontato per tre anni. All’epoca, la coppia stava insieme da otto anni. Randall aveva chiesto a Bullock di non rivelare la sua diagnosi. “So perché mi ha chiesto di non farlo”, ha detto l'attrice, che ha aggiunto di aver portato sulle spalle un “peso enorme” che “mi ha isolata”. Inizialmente, aveva condiviso la notizia solo con sua sorella, Gesine Bullock-Prado. “All’inizio ho pensato: “Oh, posso gestirlo. Posso stare zitta”". Ha proseguito: “Ho iniziato a elaborare il lutto per Bryan quattro anni prima della sua scomparsa”, dal momento che il compagno “è stato malato per metà della nostra relazione”. La coppia ha cresciuto insieme i figli Louis e Laila, nonché la figlia che lui aveva avuto da una precedente relazione, Skylar. Tuttavia, mentre si prendeva cura sia del fidanzato, sia dei figli, il tutto nel contesto della pandemia Covid, l’attrice ha vissuto “una combinazione davvero difficile”. Inoltre, “la mia persona se n’è andata molto prima del corpo. Non credo di aver mai elaborato la cosa fino a dopo la sua scomparsa, perché sei come su un tapis-roulant”. Ha quindi ricordato i sintomi di Randall e ha definito la malattia “un processo di eliminazione che si protrae per un anno. E a un certo punto continui a tornare e ti danno tutte queste tappe, queste cose da fare, queste prese, questi test del respiro, tutte queste cose". Quindi, “bisogna pianificare con discrezione. E io sono molto brava a pianificare quando si tratta di malattia", ha detto l’attrice, che in passato aveva affrontato alcuni “incidenti” del padre e il tumore della madre. “Non mi spaventa, non la malattia in sé, non mi spaventa. Riesco a vedere e a stare in mezzo a quasi tutto. Ma avevo due figli piccoli che dovevano affrontare tutto questo, soprattutto una bambina che vedeva [Randall] come una figura paterna”.










