Gli spettacoli internazionali di danza o prosa, come in questo caso, sono sempre stati il fiore all’occhiello del Festival dei Due mondi di Spoleto, che quest’anno, con la nuova direzione artistica di Daniele Cipriani, ha ospitato delle produzioni teatrali estere molto interessanti. “Dead is a Dodo”, per esempio, è uno spettacolo difficile da definire, con le sue atmosfere da film a metà tra Tim Burton e Walt Disney, ma senza dubbio è uno show vulcanico per inventiva, tecnica, innovazione. Lo ho portato in scena, al Caio Melisso di Spoleto, la compagnia Wakka Wakka, che risiede tra Oslo e New York, da noi ancora sconosciuta nonostante i numerosi premi. È la storia di un viaggio epico nel regno delle anime, un’odissea musicale sul potere dell’amicizia e sulla possibilità di trasformarsi e sopravvivere.Ed è proprio nel mondo degli inferi che due amici scheletri – un ragazzo e un dodo, uccello estinto da tempo – scavano alla ricerca di ossa perché le loro si stanno sgretolando e, dunque, c’è il rischio di sparire per sempre. Ma un giorno succede il miracolo: a dodo iniziano a spuntare le piume. Per il Re delle ossa è quasi un atto di ribellione. Inizia così la fuga dei due amici e la metamorfosi che li porta però in direzioni opposte, in un viaggio pieno di sorprese, in cui incontreranno un pescecane buono, mostri norvegesi, un pescatore italiano, uomini lampada, e un mammut. La fantasia non ha limiti e la cosa straordinaria è che a muovere e a dare espressività alle marionette sono otto performer in tuta nera brillantinata davvero abilissimi, immersi in una scenografia curata da Erato Tzavara che evoca fiumi e grotte.I pupazzi, le ombre, le proiezioni, le stoffe e i colori fluo, le musiche originali, tutto contribuisce a creare uno spettacolo originalissimo, adatto a famiglie con figlie e figli curiosi e senza un’ombra di paura. L’atmosfera dark in cui è immerso lo show è felicemente illuminata da mille invenzioni e dalla magia che tutto può, perfino ridare vita a ciò che sembrava definitivamente morto.