Ascoli Piceno, 20 agosto 2026 – Dieci anni dopo il terremoto del 24 agosto 2016, Arquata porta ancora i segni di quella notte. Antonello Sassini, parrucchiere del paese, perse il salone e due abitazioni, ma nei giorni più difficili scelse di mettersi a disposizione degli sfollati. Con una sedia e i suoi attrezzi improvvisò un salone all’aperto nella tendopoli, offrendo gratuitamente tagli, barbe e soprattutto qualche momento di normalità. Una storia di solidarietà e resistenza, nata nel cuore della tragedia.
Antonello, dieci anni dopo, cosa rappresentano per lei quelle immagini?
“Rispolverare quelle fotografie fa un certo effetto. Rivedo quei giorni e penso soprattutto alle persone. Nella tragedia cercavo di riportare il sorriso, oltre a garantire un servizio. Avevamo perso tutto, ma proprio nella difficoltà sentivo di dover dare una mano”.
Come nacque l’idea di trasformare una sedia e i suoi attrezzi in un piccolo salone all’aperto?
“È stata una cosa naturale. Il mio negozio era stato dichiarato subito inagibile, ma la gente aveva bisogno anche di quelle piccole abitudini che prima sembravano scontate. Tagliare i capelli, fare la barba, parlare qualche minuto: erano gesti semplici, ma aiutavano a sentirsi ancora persone, non soltanto sfollati”.











