Aurelio Amendola, nato a Pistoia nel 1938, all’inizio della sua carriera faceva fototessere e fotografie di matrimoni. Poi, nel 1964, va a trovare Marino Marini nel suo studio e da quel momento diventa il compagno di strada degli artisti del Novecento, fotografando De Chirico, Pomodoro, Schifano, Lichtenstein, Warhol e tanti altri. Forse, dato che gli artisti hanno spesso un caratteraccio e sanno essere insopportabili, a un certo punto decide anche di concedersi alcune pause dedicandosi alle sculture del Rinascimento e, più in generale, alla tradizione classica. È proprio questo il percorso della mostra dedicata a questo grande maestro a Palazzo Reale di Milano.Si parte con la drammaturgia sospesa tra un macellaio di provincia e un rituale sacro di Hermann Nitsch, per poi proseguire con una sorta di brogliaccio visivo, potente e simbolico, del lavoro di Alberto Burri, con cui Amendola era legato da una profonda amicizia. Con la serie su Emilio Vedova, però, il silenzio sembra già affacciarsi: Amendola riesce infatti a restituire tutta la tensione sciamanica dell'artista al lavoro nel suo studio. Poi, lungo il percorso, le persone scompaiono. Si arriva dapprima alla serie dedicata al Duomo di Milano, che nelle sue fotografie prende vita e sembra un cantiere impegnato nella magia di autogenerarsi. La stessa sensazione si ritrova nelle immagini dedicate alle sculture di Bernini, Michelangelo, Canova. Amendola le isola dal contesto e fotografa i capolavori della scultura come se fossero primi piani cinematografici. Estrapola un volto, una mano, un abbraccio, un grido e li strappa alla retorica del monumento. Così il marmo smette di raccontare il mito e inizia a raccontare le persone. Guardandole viene quasi da pensare ai volti del neorealismo italiano: Anna Magnani, Lamberto Maggiorani, gli uomini e le donne di De Sica e Rossellini. Non perché i soggetti siano gli stessi, ma perché è lo stesso sguardo: quello che cerca l’uomo prima dell’eroe. Il 3 settembre alle 19 Aurelio Amendola condurrà in mostra una visita guidata aperta al pubblico e firmerà il bel catalogo edito da Skira.