L’intelligenza artificiale ha cambiato il concetto stesso di rete mobile ad alte prestazioni: le metriche che il settore ha pubblicizzato per due decenni – in particolare quella relativa alla velocità di download di picco – non sono più sufficienti per descriverla. E, di conseguenza, le reti che primeggiano nelle classifiche di download spesso non sono quelle meglio preparate per il traffico generato dall’intelligenza artificiale.Che un’applicazione AI risulti istantanea o meno dipende in gran parte dalla capacità di upload di una rete, dalla sua tenuta sotto carico e dalla sua affidabilità nel raggiungere il cloud. A dirlo senza mezzi termini è Ookla, che ha pubblicato un report che ha l’ambizione di ridefinire il sistema di valutazione del settore, basato come detto sulla velocità di download, evidenziando i parametri secondo cui le attuali reti mobili 5G sono pronte e dove invece presentano delle lacune.Il report si interroga sulla predisposizione delle attuali reti mobili 5G per i carichi di lavoro dell’AI e scopre che la risposta dipende da parametri che hanno ricevuto molta meno attenzione rispetto alla velocità di download.Utilizzando i dati 5G di Speedtest Intelligence relativi al 2025, raccolti in 22 mercati e con 86 operatori in Nord America, Europa, Asia Pacifico, Medio Oriente e America Latina, il report misura la capacità di upload, la latenza sotto carico e la qualità del percorso verso il cloud, mostrando dove l’attuale 5G non soddisfa le reali esigenze dell’AI.Indice degli argomenti