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Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sul social Truth che comincerà una nuova fase di «guerra economica e isolamento su una scala senza precedenti» contro l’Iran. Non è di per sé una novità, anzi: è un obiettivo che gli Stati Uniti perseguono da mesi. Ma gli annunci recenti sono il sintomo del fatto che l’isolamento economico dell’Iran sta diventando una priorità sempre maggiore: gli Stati Uniti si trovano impantanati dal punto di vista militare nella guerra in Medio Oriente, e sperano che lo strangolamento economico dell’Iran possa fornire loro una via d’uscita.
Per rendere la minaccia economica efficace, però, Trump ha bisogno del sostegno degli alleati, e di un alleato in particolare: gli Emirati Arabi Uniti, che nonostante la guerra hanno continuato a mantenere forti rapporti economici con l’Iran.
Proprio gli Emirati Arabi Uniti, poche ore prima delle dichiarazioni di Trump, avevano annunciato che avrebbero interrotto ogni scambio commerciale e transazione finanziaria con l’Iran a tempo indeterminato. È una notizia notevole, e non è casuale che l’annuncio di Trump e quello degli Emirati siano arrivati praticamente assieme: da mesi gli Stati Uniti fanno pressioni e minacce per convincere gli Emirati Arabi Uniti a interrompere le relazioni economiche con l’Iran.











