"Se i partiti non contano più neppure per le piccole raccomandazioni per un posto di lavoro, perché i cittadini dovrebbero sentirsi rappresentati e considerarli come interlocutori?". Lo afferma, in un'intervista al Resto del Carlino, Marcello Pera, senatore di FdI ed ex presidente del Senato.

I movimenti politici, sostiene Pera, sono stati sostituiti "dai leader senza veri partiti, capi con eserciti senza fedeltà duratura, ideali fluidi a seconda dei sondaggi. A destra è apparso un Vannacci di destra, a sinistra più Vannacci di sinistra, compreso Conte, che è un Vannacci senza stellette. Hanno tutti idee rudimentali, non elaborate da un pensiero critico, non mediate da responsabilità: sono sordi, opportunisti, miopi. Parlano lingue binarie: troppi diritti? Via i diritti. Troppi immigrati? Via gli immigrati. Legge e ordine. Oppure, sul lato opposto, libertà, accoglienza, tolleranza, venghino, signori, venghino!".

"Le decisioni politiche fondamentali - afferma ancora l'ex presidente del Senato - si sono trasferite dai partiti e i parlamenti ai consigli di amministrazione, alle grandi compagnie che fatturano quanto uno Stato, o in poche mani che non rispondono più neppure ai voti ottenuti. Più urgente sarebbe non la diagnosi della crisi, ma la terapia: come ne usciremo? Come uomini, come sudditi, come pedine, come algoritmi?".