‘I soldi volano, la terra resta’. Non si fermano le ondate di protesta in Albania contro i progetti turistici che minacciano le aree protette del paese delle aquile. Stanno per arrivare anche le barche della Global Sumud Flotilla, salpate da Brindisi in direzione Valona, perché la solidarietà non è solo un sentimento, ma anche una rotta. A bordo troviamo una vecchia conoscenza, lo skipper Massimiliano Del Moro, che proprio non vuol saperne di restare sulla terra ferma.

“Siamo riusciti a recuperare e riparare le barche abbandonate alla deriva dall’esercito israeliano che aveva assaltato due volte la nostra missione umanitaria, in acque internazionali, tra Cipro e la Palestina occupata - spiega - La Flotilla non si ferma, ripartiamo in solidarietà al coraggioso popolo albanese, che ormai da tre mesi lotta pacificamente contro Trump, Kushner e Rama, contro progetti di espansione neocoloniale che minacciano il Mediterraneo”. ‘I soldi volano, la terra resta’, la famosa risposta data da Ovidio Marras, Tziu Ovidio, pastore e agricoltore di Teulada che rifiutò offerte milionarie per difendere i suoi terreni a Capo Malfatano e Tuerredda dalla cementificazione e dalla costruzione di lussuosi resort è l’ideale messaggio fatto proprio dalle giovani e dai giovani albanesi. Una flotilla di terra, che attende sulle coste meridionali dell’Albania le navi diventate famose nel mondo per avere sfidato l’esercito israeliano che assedia Gaza.