La presunta liaison con il direttore generale del presidio campano mette in allarme i sindacati, che temono un «Sangiuliano bis»

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Maria Rosaria Boccia, protagonista indiscussa della fine estate del 2024 e poi dimenticata dai media, si è rifatta sentire in questi giorni circa la vicenda Ranucci-Lavitola, difendendo il conduttore di Report del quale si è professata amica e finanche co-autrice di un libro scritto a quattro mani in corso di redazione. Ma la vera ricomparsa mediatica per l'indomabile Maria Rosaria è in realtà un nuovo giallo che la riguarda.

Attualmente, infatti, la stampa salernitana risulta piuttosto interessata non tanto alle dichiarazioni amicali della nostra verso Ranucci quanto invece alle sue frequentazioni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

Mentre i sindacati attendono con trepidazione gli annunciati rinforzi al pronto soccorso della struttura, promessi dal direttore Nicola Cantone nominato due mesi fa e finora rimasti sulla carta, da tempo la bionda imprenditrice viene costantemente avvistata nei reparti dell’ospedale, e non per consulti clinici.