“Ranucci è mio intimo amico. Voi giornalisti siete invadenti”, dice Maria Rosaria Boccia. L’imprenditrice di Pompei finita nel caso Sangiuliano al ministero della Cultura difende il suo “amico” Sigrido: “È nel mio cuore, e come tutte le persone mio del cerchio magico anche lui, per me, rasenta la perfezione”, aggiunge.

Parlando a Il Foglio Maria Rosaria Boccia spiega il rapporto che la lega al conduttore di Report. “Siamo amici, ci sentiamo spesso e gli sono accanto, ci vediamo, ci vogliamo bene. Soprattutto ora che la politica lo attacca. Un uomo meraviglioso, gentile, delicato. Con un garbo che rare volte ho visto nei suoi colleghi. Io lo stimo tantissimo come giornalista e come uomo, e voi giornalisti la dovreste smettere di cavalcare l’ondata di fango soltanto per apparire. Dovreste smettere di invadere la sua sfera privata – dice ancora riferendosi ai racconti romanzati inseriti nel libero La scelta – Io penso che Sigfrido soffra perché tutto il gran parlare che si fa della sua vita intima ne lede il ruolo di padre e marito. L’Italia è un paese fondato sull’uomo di casa. E oggi, in casa Ranucci, i ruoli sono invertiti. Le assicuro che non è bello. Come sempre l’italiano medio, purtroppo, è più appassionato alla storia di gossip che alla notizia economica o politica”, osserva Boccia, finita nello scandalo che ha travolto il Mic e portato alle dimissioni dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano. “Chi ha seguito la mia storia sa che io non sono mai andata in tivù a raccontare i fatti miei. Io ho solo risposto a delle menzogne, ho parlato dopo che altri parlavano. E dopo che di me hanno fatto carne di porco al punto che nessuno, più di me, è stato esposto in Europa. Nemmeno i membri della famiglia reale – precisa Boccia – Io non ho mai parlato di me, anche se per due anni mi avete descritta come una mantide o una scappata di casa”.