Turni di erogazione lunghissimi o inesistenti, guasti alle condotte, acqua giallastra e oleosa fuori dai rubinetti, bidoni d’acqua consegnati a ospiti di strutture alberghiere insieme alle chiavi. Ad Agrigento c’è gente che fatica anche a fare una doccia per la grave emergenza idrica, diventata ormai una routine negli ultimi anni. Il capoluogo di provincia siciliano continua infatti a fare i conti con la crisi in città e nell’hinterland, con l’acqua che resta senza dubbio la principale emergenza. Quello che oggi – come ogni estate – arriva alla ribalta della cronaca nazionale, è in realtà un problema che va avanti da decenni e che per gli agrigentini gestire è diventata ormai normalità. Ad Agrigento e provincia non è utopia vedere gente per strada con bidoni pieni d’acqua, rubinetti secchi e residenti in crisi per un bene essenziale.

Per molte famiglie la gestione dell’acqua è ormai una questione quotidiana. “Ogni goccia deve avere tre o quattro vite”, racconta un’insegnante come riporta Ansa, spiegando come l’acqua venga utilizzata prima per lavare la verdura, poi per le stoviglie e infine per lo scarico del bagno. Un problema che tocca in pieno anche le strutture ricettive, proprio nel pieno della stagione turistica. Alessandra Di Francesco, titolare di una struttura in piazza Pirandello, ha raccontato di avere cancellato prenotazioni per Ferragosto, quantificando il danno in circa mille euro. In un B&B di via Atenea – via principale della città – invece, agli ospiti vengono consegnati bidoni d’acqua insieme alle chiavi delle camere. Motivo per cui sul web e nei vari gruppi social, chi ha prenotato una vacanza nell’agrigentino vuole informarsi per capire bene la situazione idrica prima di partire.