Si chiude un fronte di attrito con l'Europa: dall'autunno un nuovo sistema per gli sviluppatori del Vecchio continente. Sparisce la Core Technology Fee, cambiano le percentuali sui pagamenti e si allargano le possibilità per marketplace alternativi e distribuzione via web

Scoppia la pace sull'App Store e Apple cambia (di nuovo) le regole per gli sviluppatori nell’Unione europea. Dal primo ottobre entrerà in vigore un nuovo sistema di commissioni per le app distribuite nei Paesi Ue, definito dopo il confronto con la Commissione europea.

La novità principale è l’addio alla discussa Core Technology Fee, la tariffa legata al numero di installazioni introdotta con le prime modifiche richieste dal Digital Markets Act.Al suo posto arriva la Core Technology Commission, simile nel nome ma diversa: una commissione del 5% sulle transazioni digitali effettuate nelle app distribuite fuori dall’App Store, quindi attraverso marketplace alternativi o direttamente dal web. Apple elimina anche la «initial acquisition fee» e la «store services fee», semplificando un sistema che negli ultimi anni era diventato piuttosto difficile da leggere.

Le novità sono molto tecniche, ma dietro a percentuali e regole per gli sviluppatori, c’è una fetta sempre più importante dei conti di Apple. L’App Store rientra nella divisione Servizi con (tra gli altri) AppleCare, iCloud, pubblicità, Apple Music, Apple TV e Apple Pay. Apple non comunica le singole voci di fatturato di questa macrocategoria, ma i numeri della divisione danno la misura della posta in gioco: nell’anno fiscale 2025 i Servizi hanno generato 109,2 miliardi di dollari di ricavi, con un margine lordo astronomico, del 75,4%. Nell’ultimo trimestre disponibile, chiuso a giugno 2026, sono arrivati a 30,7 miliardi, il 12% in più rispetto all’anno precedente, con un margine del 75,6%.Come ricorda anche il Financial Times, la pressione dei legislatori inizia a essere visibile: secondo una stima di Appfigures citata dal quotidiano britannico, nel 2026 i ricavi da commissioni dell’App Store negli Usa sarebbero scesi del 18%. Sensor Tower stima inoltre un calo del 6% della spesa degli utenti sull’App Store statunitense nel secondo trimestre. La stessa Apple avverte nei documenti finanziari che pagamenti e distribuzione alternativi possono ridurre le sue commissioni, fino ad azzerarle in alcuni casi.Il braccio di ferro con la Commissione europea durava da oltre due anni: nell’aprile 2025 la Commissione aveva multato Apple per 500 milioni di euro, poiché riteneva che le regole dell’App Store impedissero agli sviluppatori di indirizzare liberamente gli utenti verso offerte e pagamenti esterni. Apple ha impugnato la decisione. Un secondo fronte riguardava la distribuzione alternativa e la Core Technology Fee: le nuove regole intervengono proprio su questi punti.