Ci sarebbero anche dei finanziatori che hanno contribuito all'ambizioso progetto di Valter Lavitola di far scendere in campo il suo amico fraterno Sigfrido Ranucci, come candidato premier. Finanziatori misteriosi, di cui non si conosce l'identità né l'entità del sostegno economico offerto al ristoratore arrestato il 10 agosto con l'accusa di essere il mandante dell'attentato dinamitardo sotto casa del conduttore di Report. A rivelare la presenza di questi presunti finanziatori è lo stesso Lavitola. In alcuni passaggi delle intercettazioni acquisite dalla Procura di Roma, parla delle spese sostenute per i sondaggi commissionati per capire se, nell'area di centro sinistra, ci fosse spazio per una "terza via" rispetto a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Sondaggi che sarebbero costati almeno 8-10mila euro. A questa somma bisogna aggiungere i compensi che l'indagato avrebbe versato ai 4 esecutori materiali dell'attentato dinamitardo (il gradino più basso della banda avellinese ha preso mille euro) e al suo tuttofare Clesio Tavares, che li aveva reclutati. Considerato che il proprietario del Cefalù Bistrò di Monteverde, a Roma, non aveva grandi disponibilità, avrebbe ottenuto da qualcuno (o più di qualcuno) un aiuto economico.