"Per fare Palii in questo modo servono cavalli come Ares. Quando ne monti uno da corsa è molto più facile", sintetizza Tamurè che era nell’Istrice sul sauro che allena.

Hai sempre detto ’magari me lo facessero montare’.

"Sì, vero. Speravo di poterlo fare in una situazione più semplice, forse è stata la prima volta che ho montato veramente un cavallo da corsa. Ma tutto non si può avere. Il rammarico è non aver potuto fare il Palio, ma di là (nella Lupa, ndr) c’era il primo cavallo... Ho fatto il mio Palio per un giro e mezzo e poi dopo, quando l’ho vista arrivare come un missile, mi sono dovuto sacrificare per tenere la Lupa dietro".

Andiamo per ordine: una bella emozione avere la fiducia sul tuo cavallo in un Palio così impegnato nell’Istrice?

"Assolutamente. Quando è toccato Ares all’Istrice, nonostante fosse un Palio difficilissimo e molto impegnativo in una Contrada grande, con una rivale super vincente, non ho esitato un secondo ad andare. Una volta toccato Ares ho compreso che era un’occasione eccezionale".