HomeMonza BrianzaCronacaIl problema. Lotta alla droga nella brughieraNel fitto della boscaglia è più facile nascondersi. Un’emergenza affrontata con piani di sfalci e controlli.Quest’anno l’emergenza spaccio è tornata al centro del confronto tra Prefettura forze dell’ordine e ComuniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCinquant’anni fa il problema era impedire che sulle Groane si costruisse. Oggi bisogna anche impedire che il bosco si riprenda tutto. E, nello stesso tempo, trovare il modo di rendere questo enorme patrimonio naturale realmente fruibile.

È uno dei paradossi del parco. Per proteggere la natura non basta sempre lasciarla fare. La brughiera, uno degli ambienti più caratteristici delle Groane, tende naturalmente a essere colonizzata da arbusti e alberi e, senza interventi, rischia di scomparire. Ma la gestione della vegetazione si intreccia anche con un altro problema, quello della sicurezza. Alcune aree boschive sono da anni interessate dal fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nel 2025 il Parco ha avviato un piano straordinario di pulizia del sottobosco, con più sfalci nel corso dell’anno, proprio anche per rendere più difficile l’attività degli spacciatori. E nel 2026 il tema è tornato al centro del confronto tra Prefettura, forze dell’ordine e Comuni. Nasce così una contraddizione tutta delle Groane: il bosco deve essere abbastanza naturale da conservare la biodiversità, ma anche abbastanza leggibile e accessibile da non diventare un territorio impenetrabile. Quanto si può intervenire sulla vegetazione per aumentare la sicurezza senza impoverire l’ambiente?