HomeViareggioCronacaCava Fornace, siamo allo scontro. Il comitato: "Pronti a mobilitarci"Per i cittadini a settembre si gioca il futuro della discarica. Ma il gestore smentisce: "Tempi molto lunghi"Il crollo avvenuto nel maggio 2024 all’interno della discaricaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn abisso sta dividendo i cittadini che chiedono la chiusura di Cava Fornace e il gestore della discarica. Da una parte il Comitato Strettoia annuncia che a settembre "sarà il momento della verità", con la Regione che dovrà accogliere o negare la richiesta del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) avanzata dal gestore per poter continuare a conferire oltre l’attuale quota dei 43 metri. Ma dall’altra c’è "Programma ambiente Apuane" che prevede tempi lunghi, sostenendo che a settembre non ci sarà alcun "verdetto" ma solo un passaggio legato alle osservazioni al Paur.
"Fin dall’inizio – scrive il Comitato Strettoia – la battaglia contro Cava Fornace è stato l’impegno più importante e profondo, portato avanti insieme al Comitato cittadini contro la discarica e tante altre associazioni. Non ci siamo mai fermati: abbiamo portato la nostra voce fino all’Europa con una petizione discussa direttamente a Bruxelles, organizzato incontri sul territorio, analizzato pile infinite di documenti tecnici, promosso manifestazioni anche durante il passaggio del Giro d’Italia, e partecipato all’inchiesta pubblica presentando una nostra dettagliata relazione tecnica". Il Comitato sottolinea inoltre la vicinanza del Comune di Pietrasanta, "che ha mantenuto una posizione sempre più netta e decisa per la chiusura definitiva del sito"., ma si dice preoccupato per il "bivio di settembre". "Dopo il grave incidente in discarica nel maggio 2024 – prosegue – le nuove autorizzazioni sono state sospese. Ma adesso siamo al punto di svolta. A settembre le opzioni sul tavolo della Regione sono due: autorizzare il gestore a continuare a riempire la discarica fino a 98 metri o mettere la parola ’fine’ e avviare la messa in sicurezza del sito. Il rischio reale è che si scelga di andare avanti, calpestando la volontà espressa da tutti i Comuni, dalle Province e dal Consiglio regionale, favorevoli alla chiusura. Siamo pronti a scendere di nuovo in campo: nessun passo indietro per difendere la nostra salute e la nostra terra".







